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Berkshire Hathaway, le assicurazioni deludono

Nell'anno dei record per la holding di Warren Buffett, il settore delle polizze perde terreno e chiude il 2019 con un utile netto di (appena) 325 milioni di dollari

25/02/2020
Il 2019 è stato un ottimo anno per la Berkshire Hathaway. La holding di Warren Buffett (nella foto) ha chiuso l'esercizio con un utile netto al nuovo record di 81,42 miliardi di dollari, quasi il doppio del precedente massimo storico di 44,94 miliardi che si era registrato nel 2017. Eppure, anche in un anno così straordinario, le ombre non mancano. E risiedono principalmente nel settore delle assicurazioni.
Le attività di sottoscrizione della divisione assicurativa della holding hanno infatti chiuso il 2019 con un utile netto di 325 milioni di dollari, in deciso calo rispetto agli 1,6 miliardi di dollari dell'anno precedente. A pesare è soprattutto la perdita da quasi 1,5 miliardi di dollari fatta registrare dalle attività di sottoscrizione di Berkshire Hathaway Reinsurance Group, che annulla quasi completamente i guadagni realizzati da Geico e Berkshire Hathaway Primary Group. Appesantiscono il bilancio soprattutto le perdite da 800 milioni di dollari dovute a catastrofi di grandi dimensioni, fra cui si contano principalmente i tifoni Faxia e Hagibis e gli incendi boschivi avvenuti in Australia e California. A ciò si aggiungono anche episodi curiosi, come quello relativo alla società di prodotti chimici Lubrizol. Acquistata nel 2011 per nove miliardi di dollari da Berkshire Hathaway, la società ha dovuto far fronte lo scorso settembre a un grosso incendio divampato in uno stabilimento in Francia. “Il risultato è stato un significativo danno alle proprietà e una pesante interruzione delle attività”, ha affermato Buffett. “Tuttavia – ha rassicurato – le perdite complessive potranno essere recuperate dai sostanziosi indennizzi assicurativi che Lubrizol riceverà”. Già, peccato però che, come ha specificato Buffett,  “uno dei principali assicuratori di Lubrizol era una compagnia controllata da… uh, Berkshire Hathaway”. Il vertice della holding è sembrato quasi scherzarci su: “Nel Vangelo di Matteo si dice: 'Non sappia la mano sinistra cosa fa la destra'. Ecco, il vostro presidente ha fatto esattamente quello che viene ordinato”. Decisamente positivi sono stati invece i profitti dopo le tasse registrati nel settore degli investimenti assicurativi, cresciuti del 21,4% su base annua.
Nonostante il calo, per le attività di sottoscrizione della divisione assicurativa si tratta del sedicesimo anno in territorio positivo negli ultimi diciassette: l'unica eccezione è stata nel 2017, quando il settore chiuse l'annata con una perdita 3,2 miliardi di dollari. Nel periodo considerato la divisione ha registrato complessivamente un utile pre-imposte di 27,5 miliardi di dollari. “Questa serie di risultati non è casuale”, ha commentato l'oracolo di Omaha. “La disciplina nella valutazione del rischio – ha proseguito – è l'obiettivo quotidiano dei nostri manager assicurativi, ben consapevoli che la valorizzazione delle riserve può essere annullata da scarsi risultati in fase di sottoscrizione. Per tutti gli assicuratori – ha chiosato – si tratta di un semplice proposito: alla Berkshire Hathaway è una religione, come nel Vecchio Testamento”.

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