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Il sistema alimentare globale è a rischio

Il monito di Lloyd’s: la combinazione di soli tre eventi meteorologici catastrofici avrebbe effetti dirompenti su prezzi e produzione

02/07/2015
L’impatto di El Nino (la corrente oceanica anomala), la diffusione della ruggine del frumento in Russia e le temperature più calde in Sud America potrebbero portare a un aumento di quattro volte dei prezzi del grano, del mais, della soia e del riso. Un incremento, rispetto ai livelli medi registrati durante i 20 anni precedenti allo shock dei prezzi agricoli mondiali del 2007/8 che vedrebbe, ad esempio, i prezzi del riso salire addirittura del 500%. E la combinazione di soli tre eventi meteorologici catastrofici, nel dettaglio, rischierebbe di condurre a un calo del 10% nella produzione globale di mais, dell'11% nella produzione di soia, del 7% della produzione di frumento e del 7% nella produzione di riso. Il monito, sulla vulnerabilità del sistema alimentare globale, arriva dal report dei Lloyd’s, realizzato in collaborazione con i ricercatori della Anglia Ruskin University, della University of Wisconsin-Madison e del Oak Ridge National Laboratory, e con la partecipazione dei membri della Uk/Usa Task Force on Resilience of the Global Food Supply Chain to Extreme Events (Task Force del Regno Unito e Usa sulla resilienza della catena alimentare globale a eventi estremi), sostenuta dal Ministero degli Esteri e dal Commonwealth del Regno Unito. In sostanza, lo studio evidenzia la vulnerabilità agli shock improvvisi del sistema alimentare globale, già messo a dura prova, e le ampie ripercussioni che questo fattore potrebbe avere sulle comunità, sulle imprese e sui governi. Lo scenario elaborato, infatti,  mostra le significative conseguenze economiche e umanitarie che potrebbero avere sull'economia globale gli sconvolgimenti metereologici – come ad esempio le catastrofi climatiche o le pandemie vegetali – spesso ulteriormente aggravati dall’influenza negativa dei mutamenti climatici.

In generale, questa serie di eventi potrebbe potenzialmente scatenare rivolte per il cibo che scoppierebbero in aree urbane di tutto il Medio Oriente, Nord Africa e America Latina, che potrebbero portare ad una più ampia instabilità politica con effetti a catena per una vasta gamma di imprese. Inoltre, mentre le scorte di materie prime potrebbero beneficiarne, l’impatto economico complessivo dei prezzi dei generi alimentari, in combinazione con l'aumento dell’instabilità politica, potrebbe avere gravi ripercussioni sui mercati finanziari. Il quadro prospettato indica che i principali mercati azionari europei potrebbero perdere il 10% del loro valore e il 5% per quanto riguarda i mercati azionari degli Stati Uniti.

Cosa devono fare gli assicuratori?

Ma quali sono, in un simile contesto, le implicazioni per gli assicuratori? In primis, uno shock sistemico all'approvvigionamento alimentare globale potrebbe innescare delle richieste di risarcimento significative tra più classi di assicurazione, tra cui: il terrorismo e la violenza politica, il rischio politico, l’interruzione di attività, la marina e l’aviazione, l'agricoltura, la responsabilità civile del prodotto e il richiamo e la responsabilità ambientale. Più in generale, anche il settore assicurativo potrebbe essere influenzato da impatti sui redditi da capitale, sul contesto normativo e sul business globale. D’altronde, uno shock per il sistema alimentare genererebbe perdite aggravate che si estenderebbero su più anni.

“Tradizionalmente gli assicuratori prendono in esame solo l'impatto finanziario e fisico delle catastrofi – ha rilevato Tom Bolt, direttore del performance management dei Lloyd’s – Ma nel mondo odierno, sempre più interconnesso, questi eventi possono avere conseguenze economiche e umanitarie complesse e di vasta portata”. Cosa possono fare dunque le compagnie? Intanto la capacità degli assicuratori di pagare i crediti rapidamente, in quest’ottica, sarebbe un fattore importante per il recupero post-shock. Ma non è tutto: "il settore assicurativo – sottolinea Bolt – svolge un ruolo chiave per migliorare la resilienza delle comunità, delle imprese e dei governi. Il nostro compito non è solo quello di garantire che la nostra capacità di pagamento dei crediti li aiuti a riprendersi rapidamente da questi eventi, ma anche di far sì che acquisiscano una maggiore consapevolezza dei rischi complessi che devono affrontare in un mondo globalizzato”. Il settore assicurativo dovrà essere, quindi, in grado di dare un importante contributo al miglioramento della capacità di recupero e alla sostenibilità del sistema alimentare globale, incoraggiando le imprese a riflettere sulla loro esposizione al rischio: ciò in tutta la catena di approvvigionamento alimentare e fornendo prodotti innovativi di trasferimento del rischio per migliorare la resistenza globale agli shock sistemici del sistema alimentare. Uno scenario che può essere affrontato a patto che, però, gli assicuratori collaborino con i ricercatori allo scopo di sviluppare modelli in grado di rilevare non solo gli effetti fisici di eventi estremi, ma anche gli eventuali  impatti economici e sociali. Per il mondo assicurativo si tratta, in definitiva, di uno step propedeutico necessario per sviluppare la comprensione in materia di rischi complessi.


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