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Assiteca: la gestione del rischio nuova frontiera del business d’impresa

Meno liquidità, più attenzione alla protezione del credito. Questo il tema a cui è stata dedicata la seconda edizione del Premio Assiteca. Riconoscimenti al Gruppo Manni (siderurgia) e a Hollister (vendita prodotti sanitari). Presentati anche i dati di una ricerca condotta dalla società di brokeraggio assicurativo: da cui si evince che….

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La crisi ha ridotto la liquidità di banche e imprese. Per questo, per le aziende diventa sempre più importanteinvestire nel settore della protezione del credito. Una rivoluzione riconosciuta anche da Assiteca, uno dei principali broker assicurativi italiani, che ha dedicato la seconda edizione del Premio Assiteca proprio aquesto tema. I riconoscimenti, consegnati giovedì primo dicembre a Milano, sono andati al Gruppo Manni, attivo nel settore siderurgico, per la categoria Grandi Imprese, e a Hollister, specializzata nella vendita di prodotti sanitari, perla categoria Piccole  e Medie Imprese.

“Abbiamo voluto premiare due aziende che hanno mostrato di saper gestire il rischio a tutto tondo – afferma Matteo Berlingeri, amministratore delegato condelega a Sviluppo e Marketing di Assiteca. In un primo momento, abbiamo inviato un questionario a diversi gruppi industriali. Abbiamo ricevuto 269 risposte, che in un secondo momento sono state sottoposte sia all’analisi di uncomitato di esperti, sia al giudizio del “pubblico” sul nostro sito Internet. Dopo una media ponderata dei voti, abbiamo scelto i vincitori fra le imprese che hanno messo in campo strategie e procedure innovative nel campo delrecupero crediti”.

I vincitori

Hollister, azienda con sede ad Assago specializzata nel campo sanitario, deve affrontare numerose difficoltà proprioa causa dei suoi rapporti con il settore pubblico. Perché se da un lato Asl e ospedali presentano un bassissimo rischio di fallimento, dall’altro di regolapagano le fatture con grande ritardo. “In media, bisogna aspettare più di 300 giorni per incassare un pagamento – spiega Elena Garavaglia, Financial Controller di Hollister. Un periodo di tempodecisamente troppo lungo. Per questo, abbiamo deciso di assumere un manager specializzato con il compito di studiare le strategie necessarie per velocizzare i pagamenti. In base alla nostra esperienza, posso dire che è fondamentale stabilire rapporti stabili con i responsabili dei pagamenti dellestrutture pubbliche, in modo da riuscire almeno a snellire i passaggiburocratici. Poi, abbiamo individuato le Asl virtuose, con cui abbiamoconcordato piani di rientro, e quelle non virtuose, che ci hanno costretto aricorrere alle vie legali”. I risultati sono stati incoraggianti. “In due anni– ha concluso Elena Garavaglia – abbiamo ridotto di 80 giorni i tempi di attesaprima del pagamento”.

“Anche noi abbiamo dovuto riorganizzarel’area del credit management – ha aggiunto FabioGalli, Credit Manager del Gruppo Manni -. Il nostro progetto è iniziato nel 2008, e ha coinvolto tutte le società che fanno parte del Gruppo. Con la crisi,sono aumentati gli insolventi, e alla nostra porta hanno iniziato a bussarenuovi potenziali clienti, spesso cacciati dai loro precedenti fornitori proprioperché non saldavano gli ordini. Per proteggerci, si è rivelato fondamentaleraccogliere quotidianamente informazioni attraverso diversi canali per deciderecome agire”.

La ricerca

La premiazione ha anchecostituito l’occasione per presentare la ricerca “La gestione del rischio nelle imprese italiane” curata da Assiteca. Un’indagine che ha mostrato luci e ombre. Ben il 72% delle imprese si sono organizzate per affrontare la gestione delrischio creando al loro interno una struttura interamente dedicata allagestione dei crediti commerciali, ma solo il 19% ha posto la struttura direttamente sotto la direzione generale, mostrando così una particolareattenzione al problema. La ricerca mostra anche che la sensibilità a questotema si è fatta sempre più strada fra le PMI: il 41% delle piccole e medieimprese ha dichiarato di aver adottato uno o due strumenti di tutela dal rischio di insolvenza, contro una percentuale totale del 36% per le grandi imprese.

“Quasi il 30% delle aziende, però, non è preparato ad affrontare i rischi – ha sottolineato Teresa Petroro, membro di ACMI, l’Associazione Credit Manager Italiani. Ma per affrontare questo momento servono una seria policy del credito, ovvero norme chiare e standardizzate con cui gestire i pagamenti, e un’analisi preventivadei clienti: spesso, si scopre troppo tardi di aver accettato un ordine da uncommittente che difficilmente potrà pagare”.

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