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Un’offerta per le Pmi in crisi

La redditività delle imprese è in continuo calo, tranne che per qualche esempio che esprime capacità di reagire e nuovi modelli innovazione. Il problema della sottoassicurazione delle aziende permane, ma molte compagnie e banche stanno proponendo nuovi strumenti di tutela su misura

17/12/2013
L'analisi dei bilanci 20121 fa emergere, al quarto anno di crisi, un quadro di forte difficoltà per il manifatturiero italiano. I risultati - sia sul fronte delle condizioni di crescita che, soprattutto di redditività - appaiono decisamente poco brillanti, con la redditività operativa (Roi) attestatasi, per la media manifatturiera, al 3,1% e dimezzata rispetto al 2008.
Le penalizzazioni, pur risultando meno intense per le grandi imprese, sono risultate diffuse a tutte le principali classi dimensionali, nessuna delle quali è stata in grado di garantirsi, lo scorso anno, una remuneratività comparabile a quella che caratterizzò il periodo pre Lehman. Per le medie imprese il Roi è sceso al 2.5% e addirittura all'1% per le piccole, livelli che rappresentano un nuovo punto di minimo anche rispetto ai dati già molto penalizzanti del 2009.
È tuttavia da sottolineare come i risultati medi celino una forte differenziazione delle performance sia a livello di classi dimensionali sia di settore. Dopo l'avvio di questa lunga fase recessiva, la proporzione delle imprese con Roi negativo o molto negativo si è mantenuta sempre piuttosto consistente: la quota è salita al 20% lo scorso anno mentre non raggiungeva il 10% all'inizio del decennio passato.
È però da sottolineare come all'interno di numerosi cluster settoriali/dimensionali almeno un quarto delle imprese sia stato in grado di garantirsi un Roi a doppia cifra anche nel 2012, con una presenza rilevante di soggetti anche fra le Pmi.
Tale dato evidenzia come permanga, all'interno di ogni cluster settoriale/dimensionale, un nucleo forte d'imprese in grado di adottare strategie vincenti - orientamento ai mercati più dinamici, forte attenzione all'innovazione di prodotto e di processo, sviluppo di nuove modalità di vendita o di servizio, ecc. - e di garantirsi buoni livelli di efficienza e di redditività.

I RIFLESSI SUL MERCATO ASSICURATIVO
Le difficoltà economiche delle imprese hanno riflessi anche sul mercato assicurativo: le aziende hanno sempre meno risorse da destinare alla copertura dei rischi ma soprattutto gli imprenditori italiani sottovalutano il ruolo decisivo dello strumento assicurativo.
Sono soprattutto le Pmi che si assicurano di meno: come oramai noto e confermato anche da recenti indagini, la penetrazione in Italia delle Pmi è significativamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei con una spesa assicurativa pari a 1/3 della media europea. La causa risiede principalmente nell'azione combinata di diversi fattori: una scarsa cultura del rischio, costi assicurativi piuttosto elevati e un'offerta non sempre mirata alle diverse tipologie d'impresa. Il tasso di copertura dei rischi delle Pmi risulta concentrato principalmente sulle coperture di base (assicurazione incendio/furto e altri danni ai beni aziendali, Rc auto, Responsabilità civile verso terzi e Responsabilità civile operai del datore di lavoro), mentre sono ancora poco diffuse le polizze assicurative sul capitale umano (key man, malattia per dipendenti, ecc.) o coperture per responsabilità ambientale o per danni alla proprietà (interruzione di attività).
Diversi indicatori evidenziano come le imprese ben assicurate sopravvivono meglio alla crisi e spuntano condizioni più favorevoli di accesso al credito: occorre quindi uno sforzo congiunto perché il concetto di costo assicurativo sia abbinato a quello di valore/investimento per l'impresa.

L'EVOLUZIONE DELL'OFFERTA ASSICURATIVA
Negli ultimi tempi diversi operatori hanno iniziato a focalizzare il proprio business anche sulle Pmi quale segmento di valore e con interessanti opportunità di sviluppo: il mercato delle coperture danni non auto riferite a tale segmento, nel 2012 vale circa tre miliardi di euro con una diffusione che raggiunge solo il 10% delle Pmi italiane.
A livello di mercato si è assistito a un ampliamento dell'offerta con riferimento a questo target e, in particolare, tra i diversi operatori tradizionali, si possono identificare differenti logiche di strutturazione della gamma:
  • dimensionale segmentato: soluzioni con distinzioni dimensionali e dedicate solo per specifiche categorie di rischio (commercio, agricoltura, turismo, edilizia);
  • dimensionale ampio: soluzioni multirischio unico per piccole e medie imprese e dedicate solo per specifiche categorie di rischio (commercio, agricoltura, turismo, edilizia);
  • settoriale: soluzioni dedicate a specifici settori merceologici

Diverso invece l'approccio degli operatori bancassicurativi che risulta sostanzialmente univoco: focalizzato soprattutto su piccole imprese (fino a 50 addetti) e con un'offerta diversificata solo in funzione della presenza di soluzioni dedicate per commercio e/o agricoltura.
Tuttavia non mancano operatori che hanno lanciato recentemente sul mercato soluzioni innovative multigaranzie, modulabili e flessibili.

SERVIZI ABBINATI AL CONTO CORRENTE
Indubbiamente la banca è un interlocutore privilegiato per l'imprenditore: da una recente indagine su un campione di Pmi italiane, emerge come il 99% degli imprenditori possiede un conto corrente bancario e il 50% di questi abbia anche un prestito/finanziamento.
In un momento di crisi finanziaria e in un contesto altamente competitivo, avere clienti ben assicurati significa avere clienti più solidi e meno vulnerabili.
In tal senso, sempre più istituti bancari offrono alle imprese pacchetti di servizi finanziari e assicurativi abbinati al conto corrente periodicamente rimodulabili in base all'evoluzione delle esigenze dell'attività. Nella maggior parte dei casi, il pacchetto che viene proposto prevede una gamma articolata di servizi a un canone mensile tutto compreso" variabile in funzione di:
  • numero di operazioni bancarie annue;
  • servizi bancari attivati quali strumenti di incasso e pagamento, accesso al servizio internet banking, bonifici allo sportello, ecc.;
  • emissione e rinnovo di carte bancomat e carte di credito;
  • polizze assicurative sottoscritte. Con riferimento all'ultimo punto si tratta principalmente di coperture a tutela della persona e dell'attività: in particolare:
  • polizza infortuni collegate sia all'intestatario del conto corrente che ai dipendenti;
  • polizza infortuni del conducente che indennizza i conducenti dei veicoli aziendali;
  • polizza key man;
  • polizza tutela legale dell'azienda;
  • polizza di assistenza "viaggi business";
  • polizza all risk elettronica;
  • polizza per la copertura del rimborso del debito.
In ultimo, è da rilevare come le banche di medie dimensioni prevedano un sistema di sconti (meccanismo premiante) che consente di ridurre direttamente il canone mensile del conto corrente grazie all'utilizzo dei prodotti assicurativi offerti dalla banca. Inoltre, sulle polizze infortuni vengono proposti sconti sul premio variabili tra il 5% e il 10% per tutti gli assicurati successivi al primo.

Alessandra Benedini, specialist Prometeia
Lucia Valentini, senior consultant Prometeia

1 Tali analisi sono contenute all'interno dell'ultimo Rapporto Analisi dei Settori Industriali di ottobre 2013, che esamina le performance di bilancio relative al periodo dal 2000-'12 di oltre 35mila società di capitali italiane con fatturato superiore a 1,5 milioni di euro suddivise in tre classi dimensionali: piccole (con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro nel 2011), medie (10-50 milioni) e grandi (oltre i 50 milioni). La segmentazione è stata poi effettuata per i 15 settori tipicamente analizzati nel Rapporto, per un totale di 45 cluster.

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