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Insolvenze in aumento a livello globale: lo prevede uno studio Atradius

Non sono rosee le previsioni per il 2020, secondo l’ultima edizione dell’analisi di scenario pubblicata dall’assicuratore

12/12/2019
Il rallentamento della crescita economica globale causata dal calo del commercio e degli investimenti e dall’inasprimento delle tensioni commerciali, porterà a un ulteriore aumento delle insolvenze nel prossimo anno. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Economic outlook di Atradius, secondo cui la crescita globale del Pil subirà un forte rallentamento nel 2019 e 2020 (+2,5%), mostrando un calo significativo rispetto al 2018 (+3,2%). Alla base di questo fenomeno c’è il rallentamento del commercio globale che, aggravato dall’inasprimento della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, avrà un impatto negativo su tutte le principali economie mondiali, come l’Eurozona, il continente americano e i mercati emergenti.
Le deboli previsioni e il clima di incertezza del commercio mondiale, pesano sulla fiducia delle imprese e sulla crescita degli investimenti, portando a un peggioramento globale dei casi di insolvenza, che, dopo essere aumentate del 3% nel 2019, si prevede aumenteranno ulteriormente del 2,6% nel 2020.
 A guidare la crescita delle insolvenze, spiega Atradius, è il Nord America (+4,2% nel 2019 e 3,2% nel 2020), colpito principalmente dell’incremento dei fallimenti aziendali negli Stati Uniti (il numero di bancarotte ha raggiunto il + 4% nel primi 9 mesi dell’anno). Per l’Europa Occidentale, indebolita dalla guerra sui dazi e dall’incertezza sulla Brexit e sulla politica italiana, è previsto un aumento significativo dei casi di insolvenza (+2,3% nel 2019 e +1,3% nel 2020). Una accelerazione è attesa anche in Asia-Pacifico (+2,3% nel 2020 dopo l’1,2% nel 2019), in particolare tra i produttori dell’industria di beni tecnologici ad alto valore come il Giappone e la Corea. L’Est Europa è l’unica regione per la quale non è previsto un aumento quest’anno, ma un miglioramento, seppur un leggero, dello 0,8%. Tra i paesi oggetto dell’analisi Atradius, quelli che mostrano le performance di insolvenza peggiori nel 2020, sono il Regno Unito e Hong Kong (entrambi in cima alla classifica con un aumento del +7%), seguiti da Turchia, Singapore e Romania (rispettivamente al +5%), subito dopo si trovano gli Stati Uniti che insieme al Sud Africa registrano un 4%, seguiti dal Giappone, Sud Corea e Polonia con un 3%.
Guardando all’Eurozona, l’analisi di Atradius delinea un quadro tutt’altro che positivo per le insolvenze, che quest’anno si attestano all’1,2%, il primo aumento annuale registrato dal 2013.
In Italia il lento percorso di ripresa economica potrebbe arrestarsi facendo salire le insolvenze del 2% rispetto lo scorso anno. L’elevata incertezza politica è dovuta anche al possibile inasprimento delle tensioni con la Commissione Ue sugli obiettivi di bilancio, che potrebbe portare ad una recessione prolungata nel tempo.
 Massimo Mancini, country manager di Atradius per l’Italia, ha sottolineato che “il rallentamento dell’economia su scala globale dovuto allo stallo del commercio e degli investimenti, avrà come principale conseguenza un ulteriore aumento delle insolvenze atteso per il prossimo anno. Questa situazione mette a dura prova le nostre imprese, notoriamente molto più esposte al rischio credito commerciale rispetto agli altri Paesi per via delle più lunghe dilazioni di pagamento concesse alla clientela, e impone ai nostri esportatori una maggiore tutela delle attività commerciali rivolte ai mercati esteri. Per questo il nostro consiglio è di attivare strumenti assicurativi di gestione dei crediti in grado di tutelare il proprio flusso di cassa da clienti insolventi sia sul mercato locale che nelle diverse aree del mondo”.


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