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Una crisi sistemica?

Secondo il Wef a preoccupare gli esperti sono i problemi tecnologici e ambientali, ma soprattutto l’interconnessione tra i rischi

18/01/2018
Il Global risk report 2018 è la 13° edizione dell’annuale analisi realizzata dal World Economic Forum per offrire una prospettiva dei rischi più probabili e a più elevato impatto nei prossimi dieci anni, elaborata sulla base delle risposte di esperti in tutto il mondo. Confermando una tendenza già rilevata negli anni passati, evidenzia un crescente livello di incertezza: il 59% degli intervistati si aspetta un incremento dei rischi, solo il 7% una loro diminuzione. Una situazione imputabile principalmente alle tensioni geopolitiche, anche se le minacce ritenute più probabili e impattanti riguardano i cambiamenti climatici e l’area della tecnologia e dell’innovazione.  

L’economia mondiale mostra segnali incoraggianti che suggeriscono la fine della crisi finanziaria. Il tenore di vita nei Paesi avanzati è a uno dei livelli più alti della storia moderna. L’accelerazione dell’innovazione e dell’interconnessione in tutti i campi dell’attività umana sta però raggiungendo una velocità che, sempre più spesso, le istituzioni, le comunità e gli individui stessi sembrano non riuscire più a metabolizzare.  
Nel frattempo, il 93% degli esperti si aspetta un inasprimento del confronto politico ed economico tra le principali potenze mondiali, e l’80% prevede un inasprimento dei rischi direttamente correlati. La crescita delle tendenze populiste e dei governi basati sulla forte personalità di un singolo sta esasperando in molti Paesi la divisione sociale e spingendo in direzione di un ritorno dei nazionalismi. Aumentano gli accordi bilaterali tra Stati, che indeboliscono l’ordine basato su organizzazioni sovranazionali, regole e alleanze, consolidato negli ultimi decenni. E’ uno scenario di cambiamenti rapidi, che mettono una forte pressione sulla capacità che istituzioni e sistemi hanno di metabolizzarli e gestirli, incrementando il rischio di uno shock globale. 

Le prime cinque posizioni della classifica sono occupate da problematiche legate al clima e alla tecnologia. Gli eventi meteo estremi, la perdita di biodiversità, i disastri naturali e quelli causati dall’uomo, così come il fallimento nel tentativo di contenere le conseguenze dei cambiamenti climatici sono tutti temi considerati prioritari dagli esperti, sia in termini di probabilità che di danni potenziali. La sfida maggiore deriva dalla stretta connessione che esiste tra questi rischi e altri, come la crisi idrica, i flussi migratori, l’esistenza stessa delle infrastrutture su cui si basa la sopravvivenza di un Paese, come hanno dimostrato le conseguenze dei tre grandi uragani che hanno colpito gli Stati Uniti nel 2017. Al secondo e terzo posto della classifica si trovano gli attacchi informatici e la vulnerabilità dei dati. La velocità dello sviluppo tecnologico genera sfide sempre più correlate tra loro: il possesso di un grande quantitativo di informazioni da parte di un ristretto numero di aziende tecnologiche genera importanti interrogativi in termini di privacy e di autonomia personale, mentre dal punto di vista della cybersecurity gli attacchi stanno diventando sempre più frequenti e intensi. 

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