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Polizze e utilities: Ivass richiama sei compagnie

Nell'ambito dell'indagine condotta sui prodotti assicurativi abbinati ai contratti di luce, gas e acqua, la Vigilanza ha chiesto ad alcune imprese di rivederne le condizioni

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L’Ivass ha chiesto a sei compagnie di rivedere le condizioni contrattuali delle polizze legate ai contratti sulle utilities (luce, gas e acqua) dopo la conclusione di un’indagine su quei contratti. Le polizze segnalate da Ivass contengono per lo più “oneri gravosi in caso di sinistri e limiti ai requisiti di assicurabilità”. 
La Vigilanza ha chiesto anche alle sei imprese “di sensibilizzare i partner commerciali al fine di migliorare la trasparenza e l’informativa alla clientela”, richiamando l’attenzione sulla tutela del consumatore, le modalità dell’offerta, l’informazione sull’esistenza della polizza, la possibilità di attivarla in caso di bisogno. 

Le decisioni dell’istituto di vigilanza sono spiegate bene in un lungo report che racconta l’indagine condotta nel 2015 a tutela dei consumatori sul mercato delle polizze assicurative abbinate ai servizi di erogazione di energia e acqua. L’analisi, a sua volta, è scaturita da una precedente inchiesta di Ivass, chiamata Sei assicurato e forse non lo sai, e relativa al cross selling di polizze abbinate a prodotti e servizi di natura non assicurativa: da quell’indagine erano emersi “aspetti problematici per i consumatori legati alle modalità dell’offerta, alla conoscenza dell’esistenza delle polizze e, conseguentemente, alla possibilità di attivarle in caso di bisogno”. 
A quel punto l’Ivass ha iniziato a collaborare con l’Agcm e con l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) e, nel 2015, sono state inviate lettere firmate dalle tre Autorità a 19 coppie di operatori (19 utilities e 13 compagnie di assicurazione partner) con richieste di chiarimenti e ulteriori informazioni “su aspetti sensibili per la tutela del consumatore”.

Tante coperture… 
Dall’indagine sono emersi anche i numeri del fenomeno: i consumatori in possesso di una polizza abbinata alla bolletta sono circa due milioni, per premi complessivamente raccolti pari a 33 milioni di euro, di cui 28,1 milioni nel settore energetico. Le richieste d’indennizzo rappresentano l’1% delle polizze con un indice di rigetto del 32%. Dall’esame delle condizioni trovate nelle polizze è emerso che, nel settore dell’energia, i contratti promettevano assistenza tecnica presso l’abitazione per guasto agli impianti elettrici e del gas, compresa la possibilità di un invio d’urgenza di un idraulico, fabbro, tapparellista, vetraio, riparatore di elettrodomestici. Le polizze coprivano, inoltre, le eventuali spese d’albergo in caso di necessità, il rimborso delle bollette pagate dall’assicurato in un determinato periodo nei casi di perdita involontaria del lavoro o di intervenuta invalidità/inabilità. Nel settore idrico, invece, i contratti garantivano il rimborso di costi anomali derivanti da perdite di acqua eccedenti rispetto a percentuali prefissate di consumi medi storici. 

I prodotti assicurativi prevedevano anche esclusioni o limitazioni, oppure oneri a carico dell’assicurato che, secondo quanto ha determinato Ivass, “rendevano difficile, al momento del sinistro, l’effettivo accesso all’indennizzo”. Le polizze abbinate ai contratti di luce e gas sono presentate come gratuite per l’utente, poiché il premio è pagato dal fornitore del servizio (tranne una compagnia che offre anche una copertura a pagamento): tuttavia Ivass non è in grado di capire se poi l’azienda energetica abbia ribaltato o meno il costo sulle bollette. Nel settore idrico, invece, le polizze sono sottoscritte e pagate dai consumatori.

…Pochi indennizzi (e complicati) 
Le richieste d’indennizzo sono risultate molto esigue: 14.120 su due milioni di polizze, per una percentuale dell’1% del rapporto tra numero di richieste e numero di polizze. Secondo l’Autorità, questi numeri appaiono sintomatici “della scarsa conoscenza dell’esistenza delle polizze da parte dei consumatori e di una informativa poco trasparente in bolletta”. 
Per esempio, per le polizze gratuite, nella maggior parte dei casi, non sono riportate in bolletta le garanzie dei contratti, mentre per quelle a pagamento (soprattutto nel settore idrico) l’informativa non è stata giudicata sempre adeguata. A questo si aggiunge un’alta percentuale di rifiuto di intervento da parte delle compagnie, pari al 32,1%, il che porta a un rapporto costi per sinistri e utili conseguiti altamente sbilanciato a favore dei redditi: appena 4,2 milioni di euro pagati per i sinistri (13% dei premi) a fronte di 28,6 milioni di utili conseguiti (87% dei premi).

Scarsa consapevolezza è uguale a scarsa tutela 
Nell’indagine sono riportate dettagliatamente le ragioni del non intervento delle compagnie, ma in sintesi si può dire che nel settore idrico la bassissima sinistralità è collegata non tanto all’assenza di consapevolezza dei propri diritti da parte del consumatore, quanto alle soglie d’indennizzabilità che, da contratto, “delimitano significativamente la probabilità del verificarsi dell’evento in copertura”. Per quanto riguarda, invece, le utilities di luce e gas, “l’elevata percentuale dei dinieghi di intervento – si legge nell’indagine – non appaiono giustificabili se non in base alla scarsa consapevolezza del consumatore circa i propri diritti, posto che i rischi coperti attengono in prevalenza a eventi comuni e frequenti”. 

Gli interventi di Ivass, svolti l’anno scorso, hanno già causato una revisione generale dei rapporti commerciali tra le imprese e i propri partner, con una rimodulazione delle offerte e delle modalità di collocamento e di gestione dei sinistri, nell’ottica di una maggiore trasparenza e correttezza verso il consumatore.

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