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Lo Stato non rimborserà più i danni da calamità naturali

Il cittadino dovrà ricorrere all’assicurazione per garantire i propri beni

18/05/2012
D'ora in avanti ognuno di noi sarà direttamente e unicamente responsabile della tutela dei propri beni, lo Stato infatti non risarcirà più i cittadini per i danni da calamità naturali. Si tratta di un cambiamento storico introdotto nel nostro paese dal decreto legge n. 59 del 15 maggio scorso inerente la riforma della Protezione Civile. Si passa dal welfare state al welfare community - ha commentato Adolfo Bertani, presidente di Cineas - , con l'esclusione anche parziale dell'intervento statale per i danni subiti dai fabbricati, si introduce il principio della responsabilità diretta del cittadino e una nuova cultura del rispetto del territorio". 

Nello specifico, il decreto che prevede per garantire "adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione" dei beni immobili privati, "possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati. 
"Questo principio, stimolato dall'incentivazione fiscale, è senza dubbio una svolta che va nella direzione giusta - sottolinea Bertani - pur dovendo mantenere l'invarianza del gettito". 

Il problema potrebbe derivare dall'aspetto volontaristico di queste polizze, in primis per la lentezza con cui si diffonderebbero e poi per "il pericolo che le compagnie si prendano i rischi migliori, scegliendo chi assicurare e come". Ovvero evitando di stipulare polizze in aree sismiche o a rischio idrogeologico oppure imponendo prezzi molto più alti. Inoltre il sistema volontaristico non permetterebbe di centrare l'importante obiettivo dell'invarianza del gettito fiscale.
In attesa di capire se l'assicurazione diventerà obbligatoria e se verranno introdotte ulteriori modifiche, quel che è certo è che occorrerà una capillare campagna di informazione per portare i cittadini a formarsi una solida cultura della prevenzione del rischio.

In questo senso Bertani ha auspicato che "lo Stato con una tempestiva emanazione di regolamenti di attuazione e chiarificatori, e il cittadino, con un maggior senso di responsabilità nel tutelare proattivamente i propri beni, possano ognuno per la propria parte contribuire al cambiamento".

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