Insurance Trade

Urso: non è praticabile un ritorno alla tariffa amministrata

Nel corso del question time di ieri alla Camera, il ministro rispondendo a un'interrogazione dell'on Borrelli, ha ribadito che tale prospettiva sarebbe fuori dal quadro europeo, ma ha aggiunto di voler fare pressione sulle compagnie per contrastare “fenomeni distorsivi”

Urso: non è praticabile un ritorno alla tariffa amministrata
Il tema del prezzo dell’Rc auto resta al centro del dibattito politico, con la richiesta di arrivare (o per meglio dire, di ritornare) a una qualche forma di controllo dall’alto delle tariffe, in forma calmierata o amministrata. L’argomento è stato sollevato nel corso del question time alla Camera di ieri pomeriggio, dall’interrogazione parlamentare presentata da Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra). Il testo dell’interrogazione riguardava le “iniziative normative volte a ristabilire, a livello territoriale, condizioni di equilibrio tariffario nel mercato delle assicurazioni, con particolare riferimento all’introduzione di un premio medio nazionale”. 

Nella replica, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha affermato che “un ritorno a forme di prezzo amministrato o di controllo delle tariffe nel settore assicurativo non è oggi praticabile. Il quadro europeo – ha aggiunto – con il principio della libertà di fissazione dei prezzi e iniziative di questo tipo esporrebbero l'Italia a procedure di infrazione in sede comunitaria con costi che finirebbero comunque per ricadere sui cittadini”. Il ministro ha detto comunque di apprezzare “il suggerimento di dare rilevanza in termini tariffari ai comportamenti virtuosi degli assicurati che pur circolando in territorio a elevato rischio come la Campania e non solo dimostrano di non aver avuto sinistri per un lungo lasso temporale”. Urso ha aggiunto di voler esercitare “un’apposita moral suasion nei confronti delle compagnie assicurative per contrastare fenomeni distorsivi e premiare maggiormente gli automobilisti più prudenti e meritevoli, in modo che non siano penalizzati in ragione della sola residenza”.

Ad ogni modo, ha continuato Urso, “il tema dell'andamento delle tariffe Rc auto è oggetto di un lavoro continuo da parte degli uffici competenti del ministero”. Il trend di crescita, che si è registrato negli scorsi anni, è in forte rallentamento: era pari al +6,6% nel quarto trimestre 2024 e al +7,8% nel 2023. “L’incremento italiano - ha osservato il ministro - risulta inoltre più contenuto rispetto a Spagna e Francia, cioè gli altri paesi europei". 

Urso ha ammesso che questi "dati dimostrano che il fenomeno non è risolto, ma si sta attenuando, anche perché il Governo è intervenuto in modo più consapevole sulle cause strutturali della dinamica tariffaria”. In particolare, ha sottolineato il ministro, “in questa direzione va l'introduzione, nel marzo dello scorso anno, della Tabella Unica nazionale per la liquidazione delle lesioni macropermanenti, una riforma attesa da quasi vent'anni, che consente maggiore certezza e prevedibilità sui risarcimenti in caso di sinistri gravi. Anche nel merito al contrasto alle frodi, che è uno dei problemi che ovviamente deve affrontare l’Ivass – ha concluso Urso – io ritengo che vada rafforzata e, se necessario, accompagnata questa sì da interventi normativi mirati”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

I più visti