Automotive, il software sempre più al centro
Secondo una recente analisi del Capgemini Research Institute, la mobilità del futuro passa dalle componenti virtuali. Il settore si sta quindi riorganizzando, stringendo alleanze strategiche per superare le difficoltà operative e rendere il veicolo una piattaforma digitale
Nel settore automotive, il software è sempre più al centro delle strategie e delle operazioni aziendali: il 92% delle società ritiene ormai inevitabile la transizione verso un modello di software company, per supportare i Software defined vehicles e i servizi di Software-driven mobility (Sdm). Inoltre otto aziende su dieci prevedono che i prodotti e i servizi software-defined, e non solo il veicolo fisico, saranno il perno della loro proposta di valore nei prossimi anni.
Sono alcune delle evidenze emerse dal nuovo report The software-driven mobility era: Beyond vehicles del Capgemini Research Institute, che ha intervistato 600 dirigenti provenienti da 200 aziende automobilistiche consolidate tra Nord America, Europa e Apac.
Stando al documento, negli ultimi cinque anni le iniziative legate al software hanno generato un miglioramento medio dell’efficienza del 14%, e la maggior parte delle aziende del settore prevede che nei prossimi cinque anni il software diventerà il principale fattore di vantaggio competitivo.
Ciononostante, il numero di realtà che ha portato su scala le proprie iniziative Sdm è ancora basso: solo il 34% del campione ha esteso almeno parzialmente un caso d’uso, mentre appena il 14% è arrivato a una piena implementazione. Ciò per via di una serie di difficoltà, che vanno dall’ingegneria del software alla cybersecurity, passando per una diffusa penuria di talenti. Dall’indagine emerge inoltre che l’86% delle aziende ritiene che la strategia Sdm sia legata a una profonda revisione dei propri modelli organizzativi, il che naturalmente richiede molto tempo.
Proprio per questo i player riconoscono sempre più il valore della collaborazione estesa: quasi due su cinque hanno già stretto accordi con big tech e hyperscaler per funzionalità chiave relative a software, cloud e gestione dei dati. E se finora solo poche hanno dato vita a joint venture, un terzo prevede di farlo entro tre anni.
Infine, l’84% sta esplorando nuovi mercati di fornitura per rafforzare la resilienza, mentre quasi il 70% sta puntando sullo sviluppo interno dei componenti chiave per mantenere il controllo sulle tecnologie distintive del brand.
Sono alcune delle evidenze emerse dal nuovo report The software-driven mobility era: Beyond vehicles del Capgemini Research Institute, che ha intervistato 600 dirigenti provenienti da 200 aziende automobilistiche consolidate tra Nord America, Europa e Apac.
Stando al documento, negli ultimi cinque anni le iniziative legate al software hanno generato un miglioramento medio dell’efficienza del 14%, e la maggior parte delle aziende del settore prevede che nei prossimi cinque anni il software diventerà il principale fattore di vantaggio competitivo.
Ciononostante, il numero di realtà che ha portato su scala le proprie iniziative Sdm è ancora basso: solo il 34% del campione ha esteso almeno parzialmente un caso d’uso, mentre appena il 14% è arrivato a una piena implementazione. Ciò per via di una serie di difficoltà, che vanno dall’ingegneria del software alla cybersecurity, passando per una diffusa penuria di talenti. Dall’indagine emerge inoltre che l’86% delle aziende ritiene che la strategia Sdm sia legata a una profonda revisione dei propri modelli organizzativi, il che naturalmente richiede molto tempo.
Proprio per questo i player riconoscono sempre più il valore della collaborazione estesa: quasi due su cinque hanno già stretto accordi con big tech e hyperscaler per funzionalità chiave relative a software, cloud e gestione dei dati. E se finora solo poche hanno dato vita a joint venture, un terzo prevede di farlo entro tre anni.
Infine, l’84% sta esplorando nuovi mercati di fornitura per rafforzare la resilienza, mentre quasi il 70% sta puntando sullo sviluppo interno dei componenti chiave per mantenere il controllo sulle tecnologie distintive del brand.
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