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Pir: un ponte fra risparmio e pmi

Un libro di Leopoldo Gasbarro illustra funzionamento e potenzialità dei piani individuali di risparmio, strumento di investimento che, come recita il sottotitolo, “può dare valore ai tuoi soldi e all’Italia”

22/10/2018
Da una parte ci sono 1.300 miliardi di euro che gli italiani, popolo di risparmiatori, tengono parcheggiati in conti correnti. Dall’altra, invece, una miriade di piccole e medie imprese che, dopo la stretta sul credito operata dalle banche negli anni della crisi, avrebbero tanto bisogno di risorse e finanziamenti. Se una mattina si svegliano e si incontrano, l’affare è fatto. E questa volta, a differenza del famoso adagio con un furbo e un fesso, vinciamo tutti. Anzi, vince il risparmio.
Ed è proprio così, Il risparmio che vince, che si intitola l’ultimo libro del giornalista e divulgatore economico Leopoldo Gasbarro. Una scelta senz’altro azzeccata e accattivante, ma come si fa, nei fatti, a far vincere il risparmio? Lo si capisce dal sottotitolo: Come la novità dei Pir può dare valore ai tuoi soldi e all’Italia. Edito da Sperling & Kupfer, il volume si presenta appunto come un’introduzione e una guida al mondo dei piani individuali di risparmio, strumento di investimento introdotto con la legge di Stabilità 2017 e capace di raccogliere, nel suo primo anno di vita, la bellezza di 11 miliardi di euro: giusto per avere un’idea, all’epoca le stime del Governo si fermavano ad appena due miliardi. L’obiettivo, chiaro fin dalle prime battute, è però un altro: far comprendere al risparmiatore tutte le potenzialità del nuovo strumento, per le proprie finanze e, più in generale, per il tessuto produttivo italiano.
Più che un breviario di numeri e nozioni, il volume si caratterizza da subito come una panoramica sulle peculiarità (e sulle storture) del sistema finanziario e produttivo del nostro Paese: dai bot people al banco-centrismo tipico delle nostre aziende, passando per le nuove regole europee, la stagione dei tassi negativi, la trasformazione digitale, l’onda lunga della crisi che ha colpito l’Italia ormai dieci anni fa. Problemi complessi che i piani individuali di risparmio da soli, chiaramente, non potranno risolvere. Ma da qualche parte bisognerà pur partire.
Ecco allora che i Pir, nella lettura di Gasbarro, diventano una sorta di ponte per portare il risparmio nelle casse delle pmi. E poi magari, chissà, anche gli italiani verso una nuova visione di se stessi e delle proprie finanze. La chiave è forse quella di passare dall’essere semplici risparmiatori a investitori sempre più avveduti, capaci di maneggiare concetti come rendimento e diversificazione. Non poco per un Paese che, almeno fino a qualche anno fa, aveva i bot come unica forma di investimento e il credito bancario come unica forma di finanziamento. E che adesso ha scoperto i Pir.

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