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Al via a Bologna una mostra su Pupi Avati

Groupama Assicurazioni è main sponsor di un percorso nell'immaginario del regista italiano

23/06/2014
Una mostra dedicata a Pupi Avati, nella sua Bologna. Il suo cinema ma non solo: un percorso curato dal critico e giornalista Andrea Maioli, che rappresenta un viaggio nell'immaginario del regista di alcuni dei film più belli del cinema italiano.

Si è aperta ieri, domenica 22 giugno, la mostra Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei, allestita alla Sala d'Ercole di Palazzo d'Accursio e che si chiuderà il 14 agosto. Pupi e Antonio Avati (il fratello minore che è sceneggiatore e produttore) hanno presenziato all'inaugurazione della mostra, e hanno introdotto la proiezione del film La casa dalle finestre che ridono (1976), inserita per l'occasione nel programma della manifestazione estiva, promossa dalla Cineteca di Bologna, Sotto le stelle del cinema, in piazza Maggiore.

La mostra, organizzata in collaborazione con Groupama Assicurazioni e la stessa Cineteca, è un percorso tra film e foto, tratti dalle opere e dalla vita di Avati. Il visitatore potrà ritrovare quelle atmosfere intime sempre a cavallo tra i sogni e la realtà, animate da personaggi delineati in modo umano e personale. L'esposizione raccoglie oltre 130 fotografie, ed è strutturata attraverso nove tappe e una sorpresa a conclusione del percorso. Le sezioni sono: Parenti, amici e altri estranei; Sorridete; Interno/Esterno; A tavola!; Avvolti nel tepore del ballo; Almeno una volta nella vita…; Questione di fede; Sulla strada; Altrove.

L'arte di Pupi Avati, come ha spiegato Andrea Maioli, vive "sulla linea di confine, spesso linea d'ombra, tra reale e irreale, tra biografia e fanta-biografia, tra verità e bugia. L'autobiografismo dichiarato nasconde trappole e trabocchetti. È tutto vero si affretta a dichiarare l'autore ma non credetegli. La sua memoria cinematografica e visionaria si compone di tasselli che vanno a comporre un puzzle più complesso di quanto possa sembrare a una frettolosa e disattenta visione".

La mostra è come entrare in una "stanza delle cose smarrite", come ha detto lo stesso Avati per presentare l'evento. "Questo luogo nascosto - ha sottolineato il regista - contiene anche molte fotografie, volti di persone che hanno condiviso un tratto del nostro percorso ma che oggi non sapremmo più riconoscere, delle quali abbiamo dimenticato il nome. La sola cosa che sappiamo è che dopo così tanto tempo, prigionieri di quel luogo segreto, loro si ostinano ancora a sorridere. Ci piace esprimere tutta la nostra gratitudine per aver portato a compimento l'idea lusinghiera e sfrontata di esporre una significativa porzione del nostro album fotografico di famiglia documentando il back ground della nostra vicenda umana e professionale".

Groupama Assicurazioni e la Cineteca di Bologna collaborano da nove anni; la compagnia è particolarmente impegnata nella tutela del cinema come patrimonio collettivo, da valorizzare e proteggere.

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