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Pmi poco preoccupate per il cambiamento climatico

Il dato arriva dalla quarta edizione dell’indagine internazionale di Zurich sulle piccole e medie imprese

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Il cambiamento climatico è un tema che riguarda tutti. Ma alcuni, come le Pmi in Italia, sembrano esserne meno consapevoli di altri. Lo testimonia la quarta edizione dell’indagine internazionale di Zurich sulle piccole e media imprese. Secondo la ricerca, condotta in collaborazione con Gfk, soltanto il 63,5% delle Pmi in Italia teme l’impatto del cambiamento climatico: nel resto del mondo la media è dell’80%, con punte che in Germania arrivano al 94%. Solo Irlanda e Svizzera si mantengono su percentuali simili all’Italia.

A livello globale, preoccupano soprattutto alluvioni (22%) e siccità (20%), mentre danni materiali (36%) e business interruption (26%) si piazzano ai vertici della classifica delle conseguenze più temute. Solo poche multinazionali ritengono che le politiche di contrasto al cambiamento climatico possano offrire opportunità di business, mentre nessun azienda vede possibilità di investimento sul fenomeno.

In Italia, a destare le preoccupazioni maggiori sono le forti piogge (19,5%) e le alluvioni (18,5%). Seguono siccità e ondate di calore (12%), forti venti e frane di fango (5,5%): nessuna azienda, come nella stragrande maggioranza dei Paesi presi in considerazione, teme l’innalzamento del livello di mare. Fra le conseguenze più temute, nel nostro Paese spiccano l’interruzione dell’attività aziendale (32,5%) e i danni materiali (22,5%), seguiti dall’incremento delle tariffe dell’acqua e dell’energia (17%) e dall’aumento della burocrazia (13%).

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