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A "Il lupo solitario", di Adam Weymouth, il Premio Itas 2026

Il testo, edito da Iperborea, ripercorrere le orme del lupo Slavc, mentre per l'autore è un'occasione per riflettere sul nostro rapporto con con noi stessi, la civiltà, il tempo

A "Il lupo solitario", di Adam Weymouth, il Premio Itas 2026
Il lupo solitario di Adam Weymouth, edito da Iperborea, ha vinto l'edizione 2026 del Premio Itas del Libro di Montagna. La premiazione si è tenuta al Teatro Sociale di Trento nell'ambito delle iniziative del Trento Filmfestival. 

"L'edizione 2026 del Premio Itas si è annunciata straordinaria per qualità sin dai primi invii pervenuti ai giurati", ha dichiarato Enrico Brizzi, presidente della giuria. "L’impressione si è mantenuta tale - ha continuato - man mano che affluivano i nuovi titoli iscritti al premio, e le riunioni di giuria sono state ricche di argomentazioni appassionate a favore di questo o quel volume. Mai come quest'anno, al di là del vincitore assoluto Il lupo solitario e degli altri libri premiati, si apre un novero ulteriore di titoli degnissimi di figurare sugli scaffali consacrati alla montagna delle nostre librerie".

Questa la motivazione del premio: "Il narratore Adam Weymouth e il lupo hanno in comune l'urgenza di coprire grandi distanze, come se soltanto muoversi nella natura potesse dischiudere il senso del mondo. Come viandante Weymouth ha all'attivo un cammino di ben 5000 chilometri da casa sua, in Inghilterra, fino a Istanbul, ma il viaggio che ci racconta con questo libro si è svolto proprio sulle orme di un lupo. Ripercorrere le orme di Slavc, il suo peregrinare ignaro di confini che lo porta in Lessinia, è per l'autore un'occasione per riflettere sul nostro rapporto con l’animale ma soprattutto con noi stessi, la nostra civiltà, il tempo che abitiamo e le sue derive. Questa occasione Weymouth l'ha sfruttata magnificamente, suonando tutta la tastiera delle scritture, dal lirismo dell’incontro fra Slavc e la lupa Giulietta, primo nucleo di una nuova famiglia, a riflessioni profonde su quanto la modernità ci toglie che riecheggiano Pasolini".

Gli altri vincitori sono stati: No fall lines, di Giorgio Daidola, Mulatero editore, per la sezione Alpinismo e sport di montagna; Alpenglowdi Ben Tibbetts, Vividolomiti, per la sezione Guide e mappe; Il pendio bianco, di Manuel Riz, Diabolo edizioni, per la sezione Libri per ragazzi; Ghiacciai del Trentino, Cristian Ferrari e Alberto Carton (curatori), Cierre edizioni, per la sezione Ricerca e ambiente; Sette volte bosco, di Caterina Manfrini, Neri Pozza, vincitore della Menzione speciale Trentino. Altre due menzioni speciali sono state assegnate a Le donne di Cortina 1956, di Antonella Stelitano e Adriana Balzarini (Minerva) e alla casa editrice Raethia.

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