L’assemblea dei soci di Generali
Svoltasi in forma virtuale (presente circa 70% del capitale), l’assise ha dato l’ok al bilancio e al dividendo. Intanto Unicredit è salita nel capitale all’8,72%
23/04/2026
Via libera con maggioranza schiacciante al bilancio e al dividendo di Generali. L'assemblea dei soci del Leone di Trieste, che si è svolta oggi in modalità virtuale, era chiamata ad approvare, tra l'altro, il bilancio 2025 e la destinazione dell'utile di esercizio, oltre alla nomina del collegio sindacale, al nuovo piano di azionariato per i dipendenti e al buyback da mezzo miliardo.
A partecipare all'assise è stato il 69,695% del capitale sociale, in lieve aumento rispetto al 68,73% del 2025, quando si nominava il consiglio di amministrazione. Sono stati approvati tutti i punti all’ordine del giorno con oltre il 99% dei favorevoli tra i soci presenti: tra questi Unicredit, salita nel capitale fino all’8,72%.
Per quanto riguarda la nomina del collegio sindacale, la maggioranza è stata conquistata da Assogestioni, la cui lista ha avuto il 72,42% dei voti del capitale presente, contro l'11,56% della lista presentata dal gruppo Caltagirone; astenuto il 15,96% dei presenti. Il collegio sindacale sarà dunque composto dal presidente Carlo Schiavone (tratto dalla lista presentata da Caltagirone) e da Paolo Ratti e Sara Landini (entrambi Assogestioni).
Nel suo intervento, il presidente di Generali, Andrea Sironi (nella foto), ha precisato che svolgimento da remoto dell’assemblea è stato dovuto al fatto che “le tensioni geopolitiche avrebbero potuto ripercuotersi sul suo ordinato svolgimento. Da diversi anni – ha spiegato – operiamo in un contesto segnato da una profonda discontinuità rispetto agli equilibri dell’epoca pre-pandemica. In questo quadro, il concetto stesso di resilienza ha assunto un significato più profondo”.
Per Sironi non si tratta soltanto di attraversare fasi difficili, “ma di farlo mantenendo lucidità, coerenza strategica e un orientamento di lungo periodo, offrendo punti di riferimento affidabili in un contesto che appare sempre più frammentato. Generali ha dimostrato, ancora una volta, di possedere queste caratteristiche”.
I risultati economici e finanziari presentati in assemblea, ha aggiunto, “sono il frutto di un modello di business solido e diversificato, capace di generare valore anche in condizioni complesse come quelle che vi ho descritto, e di svolgere un ruolo di stabilità a beneficio dei propri clienti, azionisti e delle comunità in cui opera”.
Secondo Sironi, i risultati raggiunti nel 2025 dal gruppo "si inseriscono nella traiettoria di un Gruppo che, per storia, dimensione e radicamento geografico, esprime un dna profondamente europeo. Generali è il principale operatore assicurativo in Italia, vanta posizioni di primo piano nei maggiori Paesi dell'Europa occidentale ed è presente in modo significativo, e in costante rafforzamento, in Europa centrale e orientale. Un profilo che, per equilibrio territoriale e solidità industriale, colloca il gruppo tra i leader del settore assicurativo del continente", ha concluso il presidente di Generali.
SOLIDO OTTIMISMO PER LE OPPORTUNITÀ FUTURE
Dal punto di vista del group ceo, Philippe Donnet si è rivolto all’assemblea sottolineando la volontà di continuare a “mostrare concretamente il forte impegno a garantirvi una remunerazione stabile e crescente nel tempo”.
A riprova di questo, Donnet ha portato l’importo del dividendo per azione, partendo dall’esercizio 2015, che è stato l’ultimo prima della sua entrata in carica come group ceo nel marzo 2016: evidenziando che “era stato di 72 centesimi, meno della metà di quello attuale, e anche l’attuale dividendo a 1,64 euro per azione “risulta in forte aumento del 14,7% rispetto allo scorso esercizio”.
Parallelamente a questo, ha aggiunto, “il nostro titolo ha quasi triplicato il proprio valore ed è oggi molto vicino ai suoi massimi storici. Inoltre, nel 2025, ha registrato una crescita del 30% che ci ha permesso di sovraperformare l'indice del settore assicurativo europeo. Siamo molto orgogliosi di questi numeri, che sono una conseguenza della qualità del lavoro svolto e che testimoniano la grande fiducia della comunità finanziaria e di tutti voi azionisti nei nostri confronti”.
IL 2026 COME ANNO SPARTIACQUE
Secondo Donnet, il 2026 “è l'anno centrale del nuovo piano e sarà quindi uno spartiacque fondamentale verso il suo completamento e il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi”, e quanto realizzato nel corso dello scorso anno “rafforza la nostra fiducia e alimenta un solido ottimismo per le sfide e le opportunità che ci attendono. La forza e la consistenza dei risultati che abbiamo ottenuto ci confermano che stiamo eseguendo il nostro piano con la massima disciplina, continuando a creare valore sostenibile per voi azionisti e per tutti i nostri stakeholder”.
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