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Unipol, utile a nove mesi a 363 milioni di euro, raccolta stabile a 12,2 miliardi

Cimbri: a fine anno un piano per la banca, valuteremo un eventuale aumento

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Utile netto a 363 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013 per il gruppo Unipol. Il risultato ante imposte al 30 settembre 2013 è pari, invece, a 679 milioni di euro, comprensivo dei costi di integrazione con Premafin-Fondiaria-Sai per 43 milioni. Nella nota in cui fa il punto sul Rendiconto intermedio di gestione, il colosso bolognese puntualizza i risultati ottenuti dalla singole società coinvolte nel processo di fusione, che porterà alla nascita della compagnia assicurativa UnipolSai: l'utile netto individuale di Unipol Assicurazioni è di 215 milioni di euro, quello di Fondiaria-Sai di 92 milioni, quello di Milano Assicurazioni di 168 milioni, mentre Premafin Finanziaria ha chiuso con una perdita di nove milioni. I primi nove mesi dell'esercizio 2013, sottolinea Unipol, confermano il positivo andamento della gestione industriale assicurativa del gruppo.

È proseguito - spiega la compagnia - il trend favorevole della sinistralità danni, e resta notevole la crescita della raccolta e della redditività vita, in un contesto di sostanziale tenuta dei mercati finanziari". Nel periodo, la raccolta diretta assicurativa, comprensiva delle polizze d'investimento dei rami vita, è stata pari a 12,192 miliardi di euro, sostanzialmente stabile (+0,2%) rispetto ai 12,170 miliardi a perimetro omogeneo dello stesso periodo del 2012. Continuano, d'altro canto, le difficoltà di Unipol Banca che chiude il rendiconto con una perdita di 198 milioni di euro. Durante questi nove mesi, assicura il gruppo, sono proseguite le azioni volte al riequilibrio patrimoniale e alla focalizzazione del business verso i segmenti retail e small business.
Il patrimonio netto consolidato ammonta a 7.482 milioni di euro (7.265 milioni al 31 dicembre 2012), di cui 5.418 milioni di pertinenza del gruppo. Il margine di solvibilita' consolidato al 30 settembre 2013 (Solvency I) è pari a 1,7 volte i requisiti regolamentari (1,6 volte a fine 2012), con un eccesso di capitale di circa 3,1 miliardi di euro. Il combined ratio è al 92,1%, in miglioramento rispetto al dato al 30 settembre 2012 (99,3%). Le politiche di investimento del Gruppo permangono "prudenti e tese a mantenere un adeguato equilibrio tra rischio e rendimento in un'ottica di coerenza tra le attività e le passività assunte verso gli assicurati".

Nel corso di una conference call con gli analisti, il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri (nella foto), ha spiegato che "in questi nove mesi il gruppo ha sfruttato il mutare delle condizioni di mercato, in particolare gli ultimi due o tre mesi, per valorizzare una parte significativa di questo portafoglio". La plusvalenza ricavata è stata di circa 40 milioni di euro. Del miliardo complessivo, ha rivelato, "oltre la metà è stato venduto negli ultimi due mesi": circa 800 milioni di euro erano strutturati di livello 2 e 3 e, di questi, circa la metà fanno parte della categoria dei cosiddetti titoli complessi. "Abbiamo semplificato una parte del portafoglio senza danni e anche conseguendo dei risultati positivi", ha sintetizzato Cimbri, spiegando di essere in procinto di valutare un aumento per quanto riguarda Unipol banca, presentando un rinnovato piano industriale "che includerà l'integrazione con Banca Sai", incorporata insieme al gruppo Fonsai. "Valuteremo in quella sede di quanto sarà necessario integrare patrimonialmente la banca. A quel punto, il gruppo sarà pronto a fare la sua parte in questa importante e incisiva azione di risanamento".

Quanto al futuro di Milano Assicurazioni, l'ad di Unipol ha osservato che "per compravendere occorre essere in due, serve qualcuno che vende ma anche qualcuno che compra: noi vogliamo ottemperare all'Antitrust ma se nessuno compra noi non possiamo regalarla a qualcuno. È in corso da parte di un soggetto una due diligence molto approfondita - ha spiegato - mentre altri hanno mostrato interesse per asset che fanno parte del perimetro e stanno studiando la cosa. Attendiamo che qualcuno ci faccia un'offerta e la valuteremo, ma siamo un'azienda quotata che deve salvaguardare il suo patrimonio, per cui accetteremo offerte congrue rispetto agli asset. Per ora - ha concluso Cimbri - non abbiamo avviato nessuna trattativa di merito su prezzo, personale e anche se definissimo l'accordo domani visti i tempi tecnici prima della metà dell'anno prossimo non uscirà dal gruppo".

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