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Generali, bene la redditività trimestrale ma cala l’utile netto

I guadagni generati dal business salgono del 7,6% portandosi a 1.448 milioni di euro

21/05/2020
La pandemia si fa sentire anche sui conti al 31 marzo 2020 di Generali. Il gruppo ha infatti chiuso il primo trimestre 2020 registrando una brusca battuta d’arresto dell’utile netto, che si attesta a 113 milioni di euro (-84% rispetto ai 744 milioni registrati nei primi tre mesi 2019). Il dato, spiega una nota, risente di 665 milioni di svalutazioni nette sugli investimenti legate all’impatto del Covid-19 sui mercati finanziari e del contributo di 100 milioni stanziati dal gruppo per il Fondo straordinario internazionale per l’emergenza da pandemia. Risulta nullo il contributo delle dismissioni, rispetto a 128 milioni di euro di plusvalenza del primo trimestre del 2019.
I premi lordi complessivi del gruppo totalizzano 19,2 miliardi di euro (+0,3% sul 1Q 2019), con un positivo andamento del segmento danni (+4%), mentre il vita si registra un rallentamento della raccolta netta (3,1 miliardi, -25,2%) e nelle riserve tecniche (363,4 miliardi, -1,6%), “in conseguenza dell’attuale andamento dei mercati finanziari”, spiega una nota di Generali.
Ad ogni modo si conferma buona la redditività del business, con un risultato operativo in crescita del 7,6%, portandosi a 1.448 milioni. A questo risultato hanno contribuito sia i segmenti danni e asset management, “grazie anche alle recenti acquisizioni”, sia il segmento holding.
La marginalità tecnica danni risulta in miglioramento, con combined ratio che scende di 2 punti percentuali e si porta all’89,5%. Anche la redditività della nuova produzione vita si mantiene elevata a 4,04% (-0,35 punti percentuali); mentre continua la crescita dei ricavi dall’asset management.
Infine, si mantiene solida la posizione di capitale di gruppo, con un preliminary Solvency ratio che si attesta al 196%.
Secondo il group cfo di Generali, Cristiano Borean (nella foto), “in uno dei periodi più difficili e incerti degli ultimi decenni, caratterizzato dall’emergenza Covid-19, con pesanti ricadute macroeconomiche e finanziarie, il nostro modello di business ha garantito la continuità operativa del gruppo”. I primi tre mesi dell’anno evidenziano “una buona performance operativa e confermano la solidità patrimoniale del gruppo. Il risultato netto risente delle svalutazioni derivanti dall’attuale andamento dei mercati finanziari a seguito del diffondersi su scala globale della pandemia”

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