Insurance Trade

Rc auto, da dove riprendere il filo dello sviluppo

In un mercato a caccia di nuovi valori competitivi, la normativa e la tecnologia spingono i prezzi ai minimi. Se n'è parlato al convegno annuale di Insurance Connect, che ha coinvolto quasi 300 stakeholder del mondo dei rischi

09/11/2017
La legge sulla concorrenza, la sostenibilità, il prezzo, il servizio e la tecnologia ma anche il mix di portafoglio, l’antifrode e la nuova distribuzione: quante cose sono comprese nel grande ambito dell’assicurazione auto? Un ramo che da sempre rappresenta croce e delizia per gli assicuratori. Un settore in sofferenza da tempo e da cui comunque dipendono gran parte degli utili di compagnie e agenzie: un campo da gioco su cui sperimentare, vincere o perdere (anche pesantemente). Di questo e molto altro si è discusso ieri a Milano, presso il Palazzo delle Stelline, al convegno Rc auto verso nuovi valori competitivi, organizzato da Insurance Connect, e interamente moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore di questo quotidiano. Appuntamento fisso ormai da qualche anno, ha registrato una presenza importante e in crescita (circa 300 persone), segno che il tema resta centrale per tutti gli stakeholder. Come spesso accade nel comparto assicurativo, la normativa ha acceso la miccia, e nei molti interventi della giornata sono state evidenziate più ombre che luci della legge sulla concorrenza che, secondo molti, mina la sostenibilità del ramo.

DISTINGUERSI IN UN MERCATO DI COMMODITY 
Il punto di partenza della discussione è stato l’analisi dello scenario, presentata da Marco Lanzoni, responsabile mercato e finanza di Scs Consulting, e da Roberto Carbone, senior manager di Hspi. Secondo Scs, in un mercato di commodity, divenuto quello dell’Rca, l’esperienza del cliente è essenziale per differenziarsi ma può pesare sulla componete del costo. Nonostante il calo di questi anni del premio medio, il costo dei sinistri è rimasto alto anche a causa delle compagnie che, nonostante gli impegni, non sono state abbastanza efficaci: pochi i risultati sull’efficienza delle reti liquidative e delle carrozzerie convenzionate. In un contesto in cui aumentano loss ratio, ed expense ratio il combined ratio è destinato a soffrire.

Nella ricerca di Scs e Hspi è emerso che la priorità delle compagnie è la semplificazione della macchina operativa per avere processi più efficaci una filiera più agile e una migliore qualità del servizio. Non sempre, comunque, al centro delle iniziative c’è la tecnologia, mentre l’antifrode sembra essere posta un po’ in secondo piano. Il dato positivo è l’aumento reale dell’impegno sulla soddisfazione dei clienti: il famoso cliente al centro, che ora lo è un po’ di più.

IL RITORNO ALLA TARIFFA AMMINISTRATA 
Ma si diceva della normativa, uno dei temi centrali su cui si è tornati spesso perché sulle novità introdotte della legge sulla concorrenza, di cui si attendono ancora alcuni decreti attuativi, si è raggruppato lo scontento di molti. L’intervento dell’avvocato Maurizio Hazan, però, si è concentrato soprattutto sulla revisione degli articoli che riguardano il danno alla persona che, secondo il legale, definiscono finalmente in modo chiaro il perimetro del danno non patrimoniale anche nelle lesioni gravi. Legge concorrenza e legge Gelli incanalano il diritto giurisprudenziale facendo prevalere quello vigente; si sancisce l’esigenza di razionalizzare i costi in un sistema obbligatoriamente assicurato e questo principio di bilanciamento vale per tutto il danno non patrimoniale. Tuttavia, il decreto attuativo per le tabelle di riferimento non vedrà la luce prima della prossima legislatura, ha sostenuto Hazan. Il rischio principale legato alla legge sulla concorrenza, per l’avvocato, è il ritorno di fatto alle tariffe amministrate: una progressiva flattizzazione e flottizzazione del mercato, che lascia poco spazio alla libertà tariffaria. In questo scenario, il pericolo che il mondo agenziale perda il confronto nell’Rc auto con la grande distribuzione è concreto. Qual è quindi il campo su cui si giocherà la competitività delle compagnie (e degli intermediari) nell’Rca? Le variabili sono ancora il prezzo, il servizio, l’utilizzo della tecnologia e le strategie delle compagnie nel distribuire il prodotto auto.

NUOVE STRATEGIE PER UNA NUOVA FASE 
Nuovi operatori stanno rapidamente mutando il proprio modello di business proprio giocando sul prezzo e sui servizi. Di questo si è parlato in una serie di dibattiti e interviste singole con i protagonisti del settore. A partire da Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it, che ha spiegato le nuove strategie del più famoso comparatore online. Al momento, il broker web intermedia 400 milioni di euro in premi e sta ampliando il proprio raggio d’azione sia sul territorio, con negozi e franchising, sia nella comparazione di mutui, prestiti e utilities. Con Facile partner network, invece, il preventivatore arriva in agenzia per permettere all’intermediario tradizionale di offrire fino a 10 proposte di copertura, alternative e convenzionate. Facile.it ha poi dato la propria previsione, con prezzi in leggero aumento, sui trend dell’Rca rilevati sulla base dei preventivi richiesti sul sito.

Dati tuttavia fortemente contestati da Umberto Guidoni, responsabile del servizio auto di Ania, intervistato da Maria Rosa Alaggio, insieme ad Alessandro Santoliquido, ad e dg del gruppo Amissima. Nel 2013, hanno ricordato Guidoni e Santoliquido, il mercato auto valeva 17 miliardi mentre oggi ne vale 13, dopo sei anni di constante calo del premio medio. I risultati tecnici, comunque positivi, si sono assottigliati nei primi sei mesi del 2017, periodo in cui il premio medio è calato a 406 euro, -28,5% dal 2013. Ogni polizza costa mediamente 100 euro in meno: il risparmio per i consumatori è stato di più di un miliardo l’anno. In questo contesto, tuttavia, i sinistri a rischio frode continuano ad aumentare: sono il 23,5% del totale, con punte del 40% nelle zone critiche. Si sarebbe potuto fare di più con la legge sulla concorrenza ma, ciò non è avvenuto.

TRA FLESSIBILITÀ E FINE DELLA MUTUALITÀ 
Tutti trend confermati dai confronti successivi con le compagnie, quello tra Nino D’Onghia, direttore tecnico di Tua Assicurazioni e Roberto Serena, responsabile flotte auto di Generali Italia e anche nell’intervista ad Alberto Tosti, dg di Sara Assicurazioni. I cambiamenti del settore auto richiedono nuovi modelli organizzativi e grande flessibilità. Ma fino a che punto? Alcune compagnie parlano chiaramente di demutualizzazione dell'Rca, anche per tutelare i profili di rischio più virtuosi, penalizzati paradossalmente dalla normativa: non basterà il rigore tecnico, occorrerà inventarsi qualcosa e guardare al futuro su una prospettiva di lungo periodo.

Le compagnie stanno provando ad andare incontro ai nuovi stili di mobilità, estendendo le garanzie, avvicinandosi al car sharing. La flessibilità in questi anni ha comportato dare anche grande fiducia alle reti che hanno avuto la capacità di selezionare il cliente. Tuttavia l’impegno annunciato di Intesa Sanpaolo e Poste nel mercato danni potrebbe portare nei prossimi anni un’erosione del 4-5% dei ricavi delle reti tradizionali, con un conseguente cambio di ruolo dell’agente sul territorio e un pesante ridimensionamento di molte compagnie in specifiche parti d’Italia che diverranno sempre più complesse da assicurare.

I DILEMMI DELL'AUTO CHE PENSA TROPPO 
Ma parlando di evoluzione di mobilità e di come sarà il futuro dell’Rc auto, tra analisi sul mix di portafoglio ed evoluzione del premio medio, i progressi nell’auto autonoma si intrecciano con tematiche etiche, morali e i primi incidenti causati dal malfunzionamento delle tecnologie. Ne ha parlato Andrea Cerroni, professore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. 
Un intervento corredato da video e dimostrazioni ma anche da riflessioni di natura sociologica e psico-comportamentale che hanno messo in dubbio la riproducibilità tecnica del pensiero umano alla guida, caratterizzato talvolta da un’irrazionalità e un istinto quasi primordiale che va contro le logiche razionali che possono essere insegnate a una macchina. Questione complessa, quella dell’auto autonoma, che non trova ancora risposte definitive e che sarà terreno di discussione dei prossimi 10 anni.

Ed è proprio grazie alla tecnologia che l’operazione antifrode Mercurio Eye Insurance ha potuto avere luogo lo scorso luglio. Ne hanno parlato in un dibattito i protagonisti, cioè la Polizia di Stato, con i dirigenti Carlotta Gallo e Francesco Morselli, e Ania, ancora con Guidoni. L’operazione ha utilizzato la tecnologia Mercurio attraverso la rilevazione della targa delle auto senza assicurazione: l’Ania ha fornito il supporto di riscontro immediato e grazie a questa collaborazione, dal 3 all’8 luglio scorsi, sono stati controllati 400 mila veicoli; di questi ne sono stati sequestrati più di 2000, 50 persone sono state deferite e 15 arrestate per altri reati. Tre milioni di euro il valore totale delle multe incassate e un milione quello delle polizze sottoscritte dopo i controlli. Il sistema ha colpito tutti, persino autobus privati, taxi, un carro funebre in servizio, un prete, un disoccupato senza patente intestatario di oltre 150 veicoli e un noto agente assicurativo in viaggio sulla propria fuoriserie.

L'OCCASIONE MANCATA DELL'ANTIFRODE 
Con la presentazione di Mercurio Eye Insurance, il convegno ha virato decisamente verso il tema dell’antifrode e della gestione sinistri, cui è stata dedicata la tradizionale tavola rotonda conclusiva del convegno sull’auto. Al dibattito hanno partecipato Giovanni Cannavò, medico legale e presidente dell’associazione Melchiorre Gioia; Lorenzo Fiori, responsabile unità antifrode di Reale Group; Paolo Masini, direttore sinistri di Cattolica Assicurazioni; Gaetano Occorsio, direttore sinistri di Sara Assicurazioni; Mirella Restelli, chief claims officer di Zurich Italia; Massimo Toselli, direttore sinistri di Amissima Assicurazioni, e Massimo Treffiletti, responsabile servizio Card, accordi associativi e antifrode di Ania.

Una tavola rotonda come sempre giocata su argomenti tecnici ma anche sulla normativa e sulle strategie. A partire dal giudizio ancora una volta negativo in merito alla legge sulla concorrenza, giudicata in chiave antifrode “un’occasione mancata”. 
A livello industriale, è emersa la necessità di fare più squadra tra le compagnie per far emergere i valori associativi: il che però vuol dire scambio di dati, cosa che contrasta con la nota “riottosità” delle imprese a condividere le informazioni, oltre che con i problemi di privacy. In prospettiva c’è comunque l’idea di Ivass di realizzare una piattaforma apposita per lo scambio di dati. Che successo avrà quest’iniziativa? Difficile dirlo anche se sull’antifrode non dovrebbe esserci concorrenza.

Come sempre, il convegno è stato reso possibile anche grazie all’aiuto degli sponsor, alcuni dei quali hanno presentato le proprie case history durante la giornata. Un ringraziamento per la presenza e il contributo va quindi a Marco Lovisetto, general manager di Doctor Glass; Antonello Zitelli, responsabile della comunicazione di Sogesa; Roberto Polli, global head of telematics sales di Vodafone Automotive; Fabio Piras e Giovanni Campus, rispettivamente claims operations manager e direttore generale di Msa Multi Serass. Grazie infine ad Amg software automotive, Call2Net, Guidewire, Italclaim, Punto Glass, Rgi, Sia e Solera.

IL CONVEGNO SOCIAL CLUB 
Il convegno è stato anche vissuto sui social network: molti sponsor e partecipanti hanno fatto foto e commentato. 
Ecco alcuni numeri dagli account di Insurance Connect: 
Twitter: 24 tweet, 3469 visualizzazioni, 57 interazioni (click o retweet) 
Facebook: 17 post, 1364 visualizzazioni, 75 click
Linkedin: 13 post, 819 visualizzazioni, 43 click e interazioni.

Tutti i video del convegno e le presentazioni dei relatori saranno pubblicati nelle prossime settimane su www.insurancetrade.it, mentre sul numero di dicembre di Insurance Review ci sarà un ampio resoconto di tutti gli interventi e delle tavole rotonde.

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