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Le tecnologie Ict permettono un più facile accesso alla formazione che deve essere però accessibile e inclusiva

20/11/2018
L’accesso equo alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione è inserito in tutte le agende dei Paesi sviluppati e in via di sviluppo.  Nel Consiglio di Lussemburgo (2001) l’Unione Europea ha sottolineato come il potenziale delle Ict debba essere impiegato a favore delle persone con disabilità di tipo sensoriale, motorio o psichico, attraverso l’agevolazione della fruizione di servizi e di contenuti e la rimozione degli ostacoli che ne impediscono la completa accessibilità. Secondo il modello Icf (International Classification Functioning) sulla salute e gli stati a essa correlati, tra i fattori ambientali di sostegno alla persona, vi sono le tecnologie e ausili (Tic) che rappresentano un valido supporto per favorire l’attività e la partecipazione. In questo quadro, l’eLearning diventa una valida risorsa per le persone con disabilità e non solo, per far acquisire capacità di autodeterminazione e di empowerment grazie al superamento dei vincoli spazio-temporali, alla flessibilità, all’interattività, all’individualizzazione e alla personalizzazione dei percorsi formativi.

Per rendere la tecnologia accessibile, sono stati sviluppati, a partire dagli anni ’90, degli standard internazionali come le linee guida Wai (Web Accessibility Initiative). Si tratta però di standard tecnologici; oltre all’interfaccia della piattaforma, un corso eLearning è anche contenuto, risorse didattiche e attività. È dunque necessario integrare queste linee guida, relative all’accessibilità strumentale, con altri standard che tengano conto dei bisogni formativi degli utenti, pensando l’accessibilità anche da un punto di vista pedagogico-didattico, ossia l’accesso ai contenuti e alle attività, al fine di garantire esperienze di apprendimento inclusive e di elevata qualità per tutti. 

Contenuti su misura per interlocutori speciali
Possiamo progettare contenuti accessibili, concentrandoci sull’organizzazione del layout, sull’usabilità e sull’adattamento. Per garantire questo livello di accessibilità sono stati predisposti parametri specifici: è il caso, ad esempio, delle linee guida Ims, sviluppate dal Global Learning Consortium per rendere l’eLearning accessibile alle persone con disabilità. La multimedialità, l’esplorazione non lineare dei contenuti, la socializzazione della conoscenza e l’apprendimento ludico sono invece altre caratteristiche di un corso che permettono di valorizzare le biografie e le esperienze di ciascun discente realizzando forme di apprendimento mutuato, che rendono più accessibili le attività. L’Universal Design for Learning - un’espressione relativamente nuova per la formazione - si riferisce a un quadro di riferimento per la progettazione di percorsi che garantiscano la massima flessibilità negli obiettivi didattici, metodi, materiali e valutazioni, al fine di ottimizzare le opportunità di apprendimento per tutti gli individui. L’obiettivo della progettazione diventa l’inclusione e non la compensazione del deficit. 
La vera sfida per una formazione più accessibile e inclusiva sta quindi nella potenzialità della comunicazione, nell’usabilità, nella gestione delle informazioni e nell’attivazione di processi riflessivi. Perché la formazione sia una vera esperienza rilevante, per tutti.

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