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Rc professionale obbligatoria, non solo prezzo ma valore

Al convegno organizzato da Uea le sfide aperte dalla normativa al mercato assicurativo e il ruolo a cui sono chiamati i diversi soggetti coinvolti

11/07/2012
L'obbligatorietà della responsabilità civile professionale è un passo in avanti verso un paese più moderno, avanzato e corretto. Ha preso il via da questa premessa il convegno organizzato dall'Unione Europea Assicuratori a Torino lo scorso 21 giugno, per poi affrontare nel dettaglio le novità introdotte in questo ambito dal decreto liberalizzazioni, la diversificazione dei rischi a cui sono soggetti differenti categorie di lavoratori, le risposte del mercato assicurativo ai nuovi bisogni di protezione e il ruolo degli Ordini o Albi professionali. In particolare rispetto a quest'ultimo punto, il presidente Uea Filippo Gariglio ha precisato come non avendo la normativa previsto sanzioni in caso di mancata assicurazione del professionista, l'aspetto coercitivo sembra essere demandato proprio ai singoli Ordini professionali che sono dunque chiamati a svolgere un ruolo fondamentale". E non solo in questo senso. Agli Ordini, secondo Gariglio, spetta il compito di porsi come intermediari delle compagnie assicurative per garantire a tutti gli iscritti convenzioni ad hoc per la Rc professionale capaci di offrire una soluzione assicurativa ottimale non solo in termini di prezzo, ma soprattutto di valore, in modo da tutelare ad esempio i professionisti che hanno già avuto sinistri". In sostanza, se è vero che il decreto è rivolto in primo luogo a tutelare i cittadini - stabilendo l'obbligo per il professionista, al momento del conferimento dell'incarico, di indicare i dati della polizza assicurativa per la copertura degli eventuali danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale - non va dimenticato che anche i professionisti devono essere messi in condizione di potersi assicurare. "Per garantire a tutti un adeguato livello di protezione occorre spalmare i picchi di rischio, inevitabilmente presenti in ogni attività professionale, su tutti i componenti della categoria, seguendo un fondamentale principio che è quello della mutualità".

IL MERCATO ASSICURATIVO
Il convegno Uea è stata anche l'occasione per fare il punto sul mercato assicurativo e sulle opportunità di business per intermediari e compagnie aperte dalle nuove necessità assicurative dei professionisti. "È vero che ad oggi una gran fetta di professionisti possiede già una copertura Rc - ha sottolineato l'avvocato Roberto Mussano, dello studio legale Mussano&Mussano - ma la percentuale non è così elevata come si può pensare. Gli spazi di lavoro sono enormi e gli effetti di quest'obbligo per i professionisti saranno interessanti per entrambe le parti, da un lato infatti si assisterà ad uno sviluppo dell'offerta per gli assicurati e ad una maggiore competitività dei premi, dall'altro si apriranno nuove opportunità di fidelizzazione del proprio portafoglio per gli intermediari e di possibilità di contratto con nuovi potenziali clienti, infine si avrà un maggiore interesse degli ordini professionali a stipulare convenzioni con le compagnie". A fronte di questa prospettiva però è necessario, secondo Mussano, che venga adeguatamente "innalzato il livello di preparazione tecnica degli assicuratori, spesso troppo inesperti per gestire un settore così tecnico come la responsabilità civile professionale".

LA DIVERSIFICAZIONE DEI RISCHI PROFESSIONALI
Nell'ottica di favorire l'incontro tra i diversi attori chiamati a rendere concreta e proficua questa novità normativa, e stimolare il confronto tra istanze di business e di protezione, Uea sta promuovendo in diverse città italiane convegni interprofessionali dedicati. Nell'incontro di Torino, oltre ai rappresentanti dell'Unione, sono intervenuti il responsabile commerciale di zona Das, Andrea Massocco, e l'amministratore delegato di Dual Italia Maurizio Ghilosso per illustrare attraverso casi pratici ed esempi realistici la casistica dei rischi propria di alcune attività professionali.
"Indipendentemente dalla categoria di riferimento, esercitare la libera professione è un'attività molto complessa - rileva Massocco - occorre tenersi costantemente aggiornati e sapersi districare tra leggi in continua evoluzione perché anche al professionista più esperto può accadere di incorrere nella violazione di una norma o di commettere un errore, rischiando conseguenze pesanti dal punto di vista sia economico, sia personale".
I rischi per i professionisti infatti sono molteplici. La prima distinzione in questo senso è tra quelle professioni come avvocati, commercialisti, notai, ragionieri amministratori di stabili, periti commerciali per le quali non vi è rischio di causare danni fisici e dunque l'assicurazione deve coprire solo le perdite patrimoniali involontariamente cagionate al proprio cliente o a terzi; architetti ingegneri e geometri per cui le coperture assicurative devono tenere conto delle responsabilità connesse ai diversi ruoli (coordinatore sicurezza, collaudatore, direttore lavori, progettista) e i professionisti appartenenti al mondo sanitario soggetti al rischio di arrecare danni fisici e anche perdite patrimoniali.
"Sempre più spesso - aggiunge Massocco - capita di essere citati per danni di diversa natura subiti da clienti o pazienti: dal danno fisico, al danno d'immagine, dal danno morale, al danno biologico. Ma può capitare di essere coinvolti in controversie di natura legale anche per delle semplici disattenzioni, per sbagli o equivoci di altri operatori, o per errori nella documentazione prodotta".
Ma qual è il grado di consapevolezza dei professionisti? "Il mercato è ancora largamente sottoassicurato - afferma Ghilosso - ma, escludendo le professioni mediche, tra le categorie più attente spicca sicuramente quella dei commercialisti, a seguire, ingegneri e architetti". Infatti dai dati presentati da Dual, compagnia che dedica il 68% del suo business alla Rc professionale, su 11 mila polizze emesse lo scorso anno (con premi oltre i 14 milioni), il 37% sono state stipulate da commercialisti, il 19% da ingegneri e il 17% da architetti.


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