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Caro Rc auto, la posizione di Uea

Nell'ambito delle audizioni in corso presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla risalita dei prezzi nel mercato motor, il presidente Mario Cipriano ha parlato della sostenibilità del sistema, proponendo alcuni correttivi nell'interesse dei consumatori

Caro Rc auto, la posizione di Uea
A fronte di un aumento del 7,1% del prezzo medio della garanzia Rc auto tra novembre 2023 e novembre 2022, come sappiamo, il ministero delle Imprese e del Made in Italy si è attivato per vederci più chiaro, convocando una serie di player e associazioni del settore assicurativo, ma non solo. Tra queste, Uea ha voluto dare un contributo teorico e di approfondimento, come nel suo stile, proprio nell’anno in cui festeggia i 50 anni di attività.   

Per Uea, uno dei problemi principali, ma non l’unico, del sistema è la perdita di peso specifico del bonus/malus che, dopo il 2007, anno dopo anno ha perso il proprio potere di incidenza tariffaria, "se non in senso negativo, penalizzando attraverso coefficienti correttivi i profili provenienti ex lege Bersani", ha ricordato il presidente di Uea, Mario Cipriano. 
"La competizione – ha continuato – ha fatto sì che l’offerta con sconti di benvenuto e regole di plafonamento, o price cap che dir si voglia, generasse un’offerta a doppio binario con premi diversi sullo stesso profilo nel caso in cui il cliente stipulasse una nuova polizza o rinnovasse quella esistente". 
Questa ricerca di personalizzazione estrema delle tariffe ha finito per "snaturare i principi cardine della radice assicurativa di mutualità, sussidiarietà e solidarietà".  

La seconda grande questione attiene al settore distributivo. Uea stigmatizza la diffusione sul mercato di "nuove entità, regolarmente iscritte al Rui, che distribuiscono prodotti assicurativi secondo modelli di business diversi, improntati alla mera comparazione del premio di polizza". 
Queste forme di distribuzione, secondo Uea, "hanno drenato dal sistema profili assicurativi buoni ingaggiandoli con premi medi molto più bassi rispetto a quelli che avrebbero ottenuto attraverso i canali tradizionali". Questo ha contribuito a creare, ha spiegato Uea, un "disorientamento del consumatore che vede attraverso talune pubblicità la possibilità di acquistare la Rca a 131 euro a fronte di una situazione reale ben diversa"
Questa situazione, ha commentato Cipriano, "stride con i nostri principi morali quali codice etico del 1973 e carta dei diritti dell’assicurato 1978".   

Secondo Cipriano, intervenuto presso la commissione, "un sistema per essere sostenibile deve creare valore per tutti gli stakeholder", e per questo non si può prescindere dalla solidità delle compagnie e degli intermediari professionisti, "vero ed unico presidio di ultimo miglio a tutela del consumatore". 
Il sistema Rca, ha continuato Cipriano, "va ripensato e aggiornato alle nuove logiche di mercato, rendendolo comprensibile al cliente e omologato per una distribuzione responsabile, misurabile e censurabile nel caso di comportamenti non allineati con la normativa". Un sistema, quindi, compatibile con i principi di mutualità, solidarietà e sussidiarietà: "non, come fatto fino a oggi, utilizzando come unica leva l’inassicurabilità di taluni rischi, contravvenendo in maniera diversa all’obbligo assicurativo a contrarre", ha sottolineato.   

Uea, per questo, propone di "agire su più leve per consentire di armonizzare le tariffe": un percorso "da prendere in considerazione" comprenderebbe una "defiscalizzazione delle polizze, come è avvenuto sulle accise per il caro energia", ma anche un incremento del numero di rischi assicurati per effetto dell’obbligo assicurativo dei veicoli fermi o non assicurati, "correlato alla diminuzione del fabbisogno del fondo vittime della strada".

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