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Cpi, come cambia la polizza per conservare il tenore di vita

Il persistere della crisi nel nostro paese ha determinato la scelta di alcune compagnie di diffondere prodotti di protezione - simili ai CPI ma non legati a finanziamenti - dedicati alla copertura delle spese necessarie in caso di difficoltà economiche

08/02/2013
Nei mesi recenti il tono dei mercati finanziari è decisamente migliorato e ciò nonostante le prospettive di crescita per l'economia italiana non sembrano essere migliorate. Siamo di fronte ad una contraddizione? Solo apparente, poiché la velocità di uscita dalla recessione è condizionata dalla riduzione dei livelli di indebitamento, che nel caso dell'Italia è essenzialmente debito pubblico.
Il 2012 è terminato con una crescita ancora molto debole che si trascina negativamente anche sui primi mesi dell'anno in corso. L'abbassamento del premio per il rischio-paese non è ancora sufficiente a contrastare gli effetti restrittivi del percorso di delevereging del settore pubblico intrapreso dal nostro Paese: le sue conseguenze in termini di riduzione dei redditi disponibili del settore privato e di contrazione della domanda diretta di origine pubblica continueranno a dominare lo scenario italiano anche per il primo semestre dell'anno. Solo a partire dai mesi estivi la domanda interna si unirà a quella estera per porre fine a sette trimestri di caduta del Pil, la più lunga recessione del dopoguerra. Ciò nonostante, nella media dell'anno il Pil risulterà ancora in caduta (-0.6%).

Le criticità della crisi sulle fasce deboli
Solo a partire dal prossimo anno la crescita del Pil tornerà positiva, ma ciò non sarà garanzia di un ritorno rapido a tassi di disoccupazione pre-crisi. Il tasso di disoccupazione ha ripreso infatti a salire, arrivando lo scorso novembre all'11.1%, livello che non era più stato registrato dopo il 1999, e continuerà ad aumentare fino alla prima metà del 2014, per circa un anno dopo che la caduta di attività economica si sarà interrotta e la ripresa avviata. In questo periodo il tasso di disoccupazione sfiorerà e rimarrà a lungo vicino al 12%. Tale persistenza è espressione della lentezza con la quale il mercato del lavoro riflette le fluttuazioni cicliche e identifica una importante fonte di criticità, che rischia di aggravarsi in prospettiva: è già oggi evidente come la disoccupazione stia colpendo non solo le fasce strutturalmente deboli del nostro Paese - giovani, donne e Meridione -, ma anche la popolazione maschile nelle fasce di età centrali, i cosiddetti bread-winner, ossia coloro che hanno la responsabilità del sostentamento di una famiglia.

L'Income Protection Insurance in Italia
In questo contesto di fragilità economica, la protezione del reddito e della capacità di spesa sono diventate tematiche centrali. Rispetto al passato però i tempi sono cambiati e con essi anche i bisogni delle famiglie si sono modificati ed evoluti. Se ieri tutelare la capacità di far fronte al pagamento di un finanziamento (prestito o mutuo) poteva essere considerato sufficiente (stiamo parlando dell'utilizzo dei prodotti assicurativi Cpi - Creditor Protection Insurance), oggi non è più così.
Le famiglie italiane hanno l'esigenza di preservare lo stile di vita nel suo complesso e ciò significa non solo garantire il pagamento di bollette e utenze, ma anche l'acquisto di beni di consumo, il budget per le vacanze e il tempo libero, per la salute e il benessere, per sé e per i propri cari.
Seguendo tale direzione, alcuni operatori assicurativi hanno sviluppato un'offerta dedicata in grado di rispondere anche alle esigenze più evolute": i cosiddetti prodotti "Income Protection Insurance", soluzioni importate dall'estero, in particolare dai paesi anglosassoni.
Le compagnie assicurative oggi attive nel nostro Paese sono circa una decina, con un'offerta abbastanza standardizzata e molto simile a quella dei Cpi; la principale differenza è che la stipula delle polizze Income Protection non è collegata all'acquisto di un prodotto finanziario, ma si tratta di una polizza acquistabile "stand alone".
Nella maggior parte dei casi, i prodotti IPI prevedono un indennizzo predefinito in caso di:
.perdita di impiego, per lavoratori dipendenti;
.inabilità temporanea totale al lavoro conseguente infortunio o malattia, per lavoratori autonomi;
.ricovero ospedaliero, per non lavoratori o dipendenti del settore pubblico;
.morte da infortunio e invalidità permanente totale conseguente infortunio o malattia per tutti i lavoratori.

Le polizze Bill Protection
Un'alternativa all'indennizzo predefinito è rappresentata dai prodotti "Bill Protection" che, al verificarsi del sinistro, rimborsano le spese documentate concordate all'atto di stipula del contratto, ad esempio: le utenze dell'abitazione (gas, luce, acqua, telefono fisso, .), gli oneri condominiali, l'istruzione dei figli (retta mensile/mensa per asili nido e scuola materna), la mobilità (polizza e bollo auto, abbonamento treno, autobus) e il tempo libero (abbonamenti per attività sportive, corsi).
Lo scenario descritto rappresenta sicuramente un terreno fertile per lo sviluppo dei prodotti Income Protection, anche se ad oggi vi è ancora scarsa consapevolezza sulla loro diffusione da parte delle famiglie; inoltre il peso della componente provvigionale sul premio, in molti casi elevato, potrebbe limitarne l'appetibilità commerciale specialmente in un contesto di crescente attenzione alla spesa.

Stefania Tomasini, responsabile previsioni sull'economia italiana di Prometeia Associazione
Daniela Rossi, senior consultant di Prometeia Spa

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