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Assofondipensione denuncia la legge di Stabilità

L’assemblea annuale dell’associazione potrebbe portare le norme fiscali sulla previdenza, contenute nella manovra del Governo, di fronte a Consulta e Corte di giustizia europea

22/12/2014
Assofondipensione è pronta a portare il provvedimento di aumento della tassazione retroattiva sui fondi pensione, contenuta nella legge di Stabilità, davanti alla Corte Costituzionale italiana e alla Corte di giustizia dell'Unione Europea per contestarne la legittimità. È quanto è emerso ieri, mercoledì 10 dicembre, a Roma, nel corso dell'assemblea annuale dell'associazione che riunisce Confindustria, Confcommercio, Confservizi, Confcooperative, Legacoop, Agci, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e che rappresenta oltre due milioni di lavoratori iscritti a 34 fondi di categoria. All'assise è emersa la forte preoccupazione del mondo dei fondi pensione negoziali per le misure previste nel ddl di Stabilità, in aula al Senato dopo l'approvazione della Camera: in particolare, sono contestate le norme sul Tfr in busta paga e l'aumento della tassazione dei rendimenti dei fondi pensione dal 20% al 26%, calcolata con effetto retroattivo sull'intero 2014.

Secondo il presidente, Michele Tronconi, un passo indietro del Governo sulla retroattività rappresenterebbe una "premessa di dignità tra le parti" per la proposta che l'assemblea ha lanciato, cioè un patto per fare insieme una "grande campagna di comunicazione, sostenuta anche dal Governo stesso, per fare chiarezza sulla convenienza e sulla necessità del secondo pilastro della previdenza".

Nonostante l'aggravio della tassazione sui rendimenti, ha sottolineato il presidente in assemblea, la scelta di aderire alla previdenza complementare, soprattutto quella negoziale, "si conferma la più conveniente rispetto a tutte le alternative".

La dinamica dei rendimenti dei fondi pensione negoziali è positiva: dal dicembre 2013 al settembre 2014 i fondi istituiti dalla contrattazione collettiva hanno registrato un risultato positivo del 5,8% a fronte del 5,9% dei fondi pensione aperti e del 5,1% dei Piani individuali pensionistici (Pip), mentre la rivalutazione del Tfr, che nel 2013 è stata pari all'1,7%, nei primi nove mesi di quest'anno si è ridotta all'1%.

Dall'assemblea, infine, è emersa anche la disponibilità di Assofondipensione a costruire strumenti adatti per l'investimento nell'economia reale, nonostante i contrasti sui temi citati. "Assumere un ruolo di investitori istituzionali fino in fondo - ha sostenuto Tronconi, rilanciando la volontà di collaborare a questo obiettivo - è tuttavia qualcosa che va al di là degli incidenti di percorso che possono sorgere nell'interlocuzione con il Governo pro tempore".

Fabrizio Aurilia

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