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Eiopa: l’applicazione della Idd è indietro sul digitale

Il primo rapporto dell’autorità europea delle assicurazioni ha evidenziato in genere alcune difficoltà nell’adesione alla direttiva e ha rimarcato, in particolare, l’inadeguatezza della trasposizione delle informative nel canale online

Eiopa: l’applicazione della Idd è indietro sul digitale hp_vert_img
Lo scorso 6 gennaio Eiopa, l’autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali, ha pubblicato il suo primo rapporto sull’applicazione della direttiva Idd in materia di distribuzione assicurativa.
Tra i punti evidenziati dall’Eiopa, oltre alle difficoltà emerse nell’applicazione del demands and needs test e alle preoccupazioni legate alla distribuzione dei prodotti unit-linked e delle polizze connesse ai mutui e ai finanziamenti (credito al consumo), segnaliamo le sfide affrontate dai distributori e dalle autorità di vigilanza nazionali rispettivamente nell’applicazione e nella supervisione delle norme della sull’informativa digitale, tema sul quale ci concentreremo.
In particolare, sulla base del contributo fornito dalle autorità e dagli altri soggetti interessati, in estrema sintesi, l’Eiopa ha evidenziato che il quadro normativo regolamentare disegnato dalla direttiva non è stato in grado di adeguare sufficientemente la forma e i tempi delle informative (regime cartaceo predefinito) in relazione all’ambiente digitale, e di affrontare in maniera adeguata le opportunità e i rischi legati alle piattaforme e all’intelligenza artificiale. 
Come può evincersi dal report, l’applicazione sul campo della direttiva ha dimostrato, infatti, l’incapacità di trovare un equilibrio tra la vendita di servizi assicurativi digitali secondo requisiti di compliance chiari ed efficienti e un adeguata tutela dei consumatori.

L’usabilità dei device mobili mal si concilia con il format dell’informativa 
A tal proposito, Eiopa ha fatto riferimento alla non adeguatezza dell’informativa precontrattuale, se rapportata all’utilizzo sempre più diffuso di smartphone e, in generale, di device digitali. 
Da un lato, sono state individuate le criticità, ossia la necessità di conciliare lo spazio limitato dello schermo e la mole di informazioni da fornire, senza poterle differenziare per rilevanza, e dall’altro la possibile soluzione, cioè informazioni essenziali per tutti presentate “a colpo d’occhio” e informazioni più dettagliate disponibili a un livello successivo, per chi è interessato a procedere magari con l’acquisto. 
Non solo, l’autorità ha richiamato anche una serie di possibili nuovi rischi per i consumatori, a partire dal livello di comprensione delle informazioni presenti su uno schermo rispetto a quelle presenti su carta, sino al design dei siti web che, in alcuni casi, tendono a indirizzare le scelte del consumatore (ad esempio tasto verde “accetta tutto”).
Venendo alle opportunità e ai rischi nascenti dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, Eiopa si è soffermata sul ruolo dei robo advisor utilizzati per fornire consulenza alla clientela adottati – ai tempi della thematic review di Eiopa sull’uso dei big data analytics nell’assicurazione auto e sanitaria del 2019 – dal 2% del panel degli intervistati, che però saliva al 25% in termini di previsione del loro utilizzo nei tre anni successivi (ossia quest’anno). 
Ebbene, nonostante il cosiddetto Regolamento Ibips (cfr. art. 12) preveda la possibilità di fornire consulenza sugli Ibips mediante l’utilizzo di sistemi automatizzati e semiautomatizzati, il report ha sottolineato la mancanza di regole specifiche per i robo advisor, nel senso che non ci sono indicazioni specifiche su come le disposizioni dell’Idd dovrebbero essere rispettate da questi ultimi (una per tutte, la tematica in materia di demands and needs test).

Un tema da affrontare in previsione di ulteriori casistiche simili
È stata rilevata, poi, una mancanza di trasparenza per i consumatori sul fatto che stiano interagendo con una macchina e se vengono utilizzati sistemi di riconoscimento basati su dati biometrici. Ai sensi dell’articolo 18 dell’Idd, infatti, i distributori assicurativi devono solo informare i clienti sulla loro identità e indirizzo, nonché se forniscono consigli sul prodotto assicurativo venduto. 
Quelli che abbiamo sinteticamente richiamato sono solo alcuni degli aspetti ricompresi nel report di Eiopa per quanto attiene alla digitalizzazione in campo assicurativo, che si sta facendo sempre più spazio nel panorama italiano, sia attraverso player domestici e stranieri e sia attraversi modelli full digital o ibridi.
Aspetti dei quali dovranno necessariamente tenere conto i progetti di revisione e adeguamento della normativa in materia di distribuzione assicurativa, all’interno della più ampia cornice dove si stanno muovendo le istituzioni comunitarie.
Pensiamo, al Digital finance package della Commissione Europea, al nuovo regolamento Eidas, al regolamento e-privacy e alla proposta di regolamento in materia di “resilienza operativa digitale per il settore finanziario” Dora, senza dimenticare le iniziative di avanguardia nazionali, come ad esempio la regulatory sandbox o Milano Hub di Banca d’Italia.

Sempre in tema di assicurazioni e digitalizzazione, chiudiamo con un accenno a un’ulteriore pubblicazione di Eiopa, ovvero il Consumer trends report 2021, che fornisce una fotografia dell’impatto della pandemia sul settore dal punto di vista della protezione dei consumatori. 
Il report, pubblicato il 24 gennaio 2022, sul quale forse avremo modo di tornare, in linea di continuità con i precedenti interventi dell’autorità, evidenzia una tendenza alla digitalizzazione in rapido avanzamento, con opportunità sottostanti ma anche alcune preoccupazioni dal punto di vista della tutela del consumatore. 

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