Golden power, ecco la nuova disciplina
Via libera alle modifiche presentate ai poteri speciali concessi al governo per tutelare alcuni settori strategici per l’interesse nazionale: fra questi anche le assicurazioni
È arrivato ieri il via libera definitivo della Camera dei Deputati al cosiddetto dl Transizione 5.0: il testo è stato approvato dall’aula di Montecitorio con 156 favorevoli e 115 contrari. Molte le novità inserite nel documento, fra cui pure qualche modifica alla disciplina sul golden power, ossia il pacchetto di poteri speciali concessi al governo per tutelare alcuni settori considerati strategici per l’interesse nazionale: fra questi, anche il mercato assicurativo.
Il testo, nel dettaglio, prevede che, in caso di operazioni straordinarie nel settore finanziario, e dunque anche in quello creditizio e assicurativo, che siano soggette all’approvazione delle competenti autorità europee, i poteri speciali dell’esecutivo non potranno essere esercitati prima della pronuncia delle authority dell’Unione Europea: in pratica, non si potrà più fare ricorso al golden power prima dei pareri della Bce e dell’antitrust del vecchio continente.
Un’altra modifica include la sicurezza economica e finanziaria nazionale fra i pericoli per l’ordine pubblico e la sicurezza che consentono al governo di accedere e attivare i poteri del golden power. Infine, la nuova disciplina specifica che anche le valutazioni prudenziali sulle acquisizioni di partecipazioni qualificate nel settore finanziario, nonché sul controllo delle concentrazioni tra imprese, rientrano tra la normativa che deve essere tenuta in considerazione per l’individuazione di situazioni eccezionali che possano dare luogo all’espressione di veto del governo.
Le modifiche arrivano alla luce della procedura di infrazione che l’Unione Europea ha aperto a novembre nei confronti dell’Italia per il ricorso al golden power sull’ops che Unicredit aveva lanciato su Banco Bpm. Stando a quanto rivelato da alcune testate giornalistiche, il passo indietro di Roma potrebbe spingere l’Unione Europea a ritirare il contenzioso.
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