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Stralciato l'articolo 8 di Destinazione Italia: un'occasione sprecata?

La delusione dell'Ania e del sottosegretario Simona Vicari. L'esultanza dei partiti di opposizione e dei carrozzieri. La scomparsa delle norme destinate a cambiare l'Rc auto lascia tutto inalterato nel mercato con le tariffe più care d'Europa. Ma il Mise pensa già a un apposito ddl

05/02/2014
Un'occasione persa. Questo, in estrema sintesi, il giudizio dell'Ania riguardo alla decisione, presa dai capigruppo della maggioranza di Governo, di stralciare l'articolo 8 del dl Destinazione Italia che avrebbe dovuto modificare la disciplina in materia di Rc auto. Una scelta che, secondo l'associazione delle imprese, "vanifica nell'immediato l'intenzione del Governo di assicurare, grazie all'approvazione del provvedimento, una riduzione strutturale delle tariffe Rc auto in Italia - scrive l'Ania in una nota ufficiale - obiettivo fortemente condiviso dal settore assicurativo che aveva offerto alle istituzioni la massima collaborazione per identificare le soluzioni più idonee per arrivare a un sistema Rc auto meno costoso e più efficiente". Secondo l'associazione, ancora una volta, "la politica decide di non decidere, pressata da spinte corporative di categorie interessate esclusivamente all'intermediazione dei risarcimenti ai danni dei consumatori. Si è persa un'occasione per approvare provvedimenti in grado di favorire comportamenti virtuosi degli assicurati e di contrastare efficacemente diffusi fenomeni di grave illegalità e di evasione fiscale". Secondo le compagnie, una politica fatta solo di annunci non seguiti da fatti concreti rende più acuti i problemi e non crea le condizioni per una riduzione strutturale dei costi dell'assicurazione e dei prezzi pagati dagli assicurati. 

La riduzione delle tariffe affidata solo a fattori contingenti
Una delusione, quella dell'Ania, che arriva nonostante l'associazione avesse comunque espresso qualche perplessità "sia per alcuni contenuti impositivi sulle dinamiche di offerta sia, soprattutto, perché non era affrontato il nodo dell'approvazione delle tabelle per il risarcimento dei danni fisici, da cui dipende in gran parte il disallineamento dei prezzi delle polizze italiane rispetto a quelli medi europei". L'Ania tuttavia afferma di aver apprezzato molte delle norme contenute nell'articolo 8, in particolare quelle antifrode, "in grado di incidere significativamente sulla struttura dei costi dei sinistri". Non affrontare le vere questioni che incidono sul prezzo dell'Rc auto, secondo l'Ania, implica che la riduzione delle tariffe in Italia continuerà ad essere affidata a fattori largamente contingenti (la riduzione del numero di sinistri indotta dalla crisi economica) invece di essere il frutto di una azione consapevole per aggredire le cause dei maggiori costi che determinano un onere più elevato rispetto alla media degli altri paesi comunitari. "Ancora una volta gli assicurati italiani ne escono sconfitti. Le imprese di assicurazione - conclude la nota - continueranno ad aumentare l'offerta di polizze (contratti con scatola nera, clausole che prevedono il risarcimento presso carrozzerie convenzionate) che risultino più vantaggiose per i consumatori in termini di prezzo e di qualità del servizio.

Per i consumatori è un regalo alle lobby
Nonostante l'Ania abbia palesato la propria delusione per lo stralcio del provvedimento, una delle principali associazioni dei consumatori, il Codacons, definisce la decisione presa ieri dal governo come un cedimento alla lobby delle assicurazioni. "Ancora una volta - afferma il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi - un Governo si arrende alle pressioni dei poteri forti e rinvia alle calende greche un provvedimento indispensabile per far scendere le tariffe assicurative nel nostro Paese che, ricordiamolo, sono le più alte d'Europa. Riteniamo gravissima - sottolinea Rienzi - la scelta compiuta oggi".
Altre due associazioni, Adusbef e Federconsumatori, in una nota congiunta, non concordano sulla soppressione dell'articolo 8, giudicando molte misure relative al settore Rc auto "rivolte a premiare gli automobilisti virtuosi", anche se il decreto "necessitava ancora di molte modifiche migliorative". Adusbef e Federconsumatori invitano comunque a "salvaguardare il senso delle norme escluse dal decreto, lottando contro le frodi e favorendo tramite sconti, offerte e promozioni gli automobilisti virtuosi". Le due associazioni si attendono ora quello che definiscono "un sussulto di responsabilità da parte delle compagnie che, fino ad oggi, hanno scaricato il costo delle proprie inefficienze e dell'incapacità a contrastare le frodi su tutti gli automobilisti, praticando le tariffe Rc auto più elevate d'Europa". 

Carrozzieri soddisfatti
Grande soddisfazione, invece, è stata espressa dal presidente dei carrozzieri di Confartigianato, Silvano Fogarollo, tra i più critici e combattivi verso le nuove norme, che ha spiegato di aver apprezzato "la sensibilità dei nostri interlocutori in Parlamento. Così come esprimiamo apprezzamento nei confronti del Governo che ha deciso di stralciare l'articolo 8 e hanno mostrato di comprendere le motivate ragioni, espresse tramite Confartigianato, di 14 mila imprese di carrozzeria con 60 mila addetti e la necessità di una riflessione più approfondita sulla materia".

Simona Vicari: le conseguenze di questa decisione le pagheranno i cittadini
Molto diverse tra loro sono le reazioni sul fronte politico, anche all'interno della stessa maggioranza di Governo. Lo stralcio è stato richiesto con forza soprattutto da numerosi parlamentari Pd, come confermano le parole del democratico Marco Di Stefano, componente della commissione Finanze della Camera, che ha definito la decisione un "atto di giustizia nei confronti delle associazioni di tutela delle vittime della strada, dei consumatori e delle migliaia di piccole e medie imprese artigiane del settore dell'autoriparazione". E se Forza Italia e M5S rivendicano come una propria vittoria lo stralcio dell'articolo 8, il presidente di Ncd, Renato Schifani, sostiene che questa "non è una vittoria per nessuno ma una sconfitta per quei cittadini che da anni aspettano un segnale concreto di riduzione dei costi. Adesso - ha osservato Schifani - il rischio è che si allontani di molto nel tempo una riforma che invece andava fatta". Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha confermato che il Governo intende mettere mano "in tempi strettissimi" al tema dell'Rc auto attraverso un ddl. Tuttavia un altro sottosegretario al Mise, Simona Vicari, molto esposta con le parti sociali in tema di assicurazione, pur confermando il parere espresso da De Vincenti, ha voluto, esprimere il proprio "rammarico per non essere stati capaci di trovare una soluzione possibile all'esigenza di equiparare le tariffe italiane al confronto europeo. "Non ho condiviso e ho espresso chiaramente la mia contrarietà nel corso della riunione della Commissione", ha spiegato Vicari, secondo cui questo è "un segnale di debolezza della politica, che nel dibattito parlamentare non è stata in grado di raggiungere una mediazione capace di salvaguardare il lavoro svolto in questi mesi". Mediazione che tra l'altro "avrebbe apportato quei correttivi di cui il testo del decreto licenziato dal Consiglio dei Ministri aveva bisogno. Questa riforma - ha affermato - era il frutto del lavoro partito dal Ministero dello Sviluppo economico dove, grazie a un tavolo di confronto a cui avevano preso parte tutti i protagonisti del settore, dalle assicurazioni ai consumatori, erano state varate norme che si ponevano come obiettivo quello di una riduzione dei costi delle tariffe. Saranno i cittadini - ha sottolineato il sottosegretario - a pagare le conseguenze di questa decisione, che non solo vanifica il lavoro di mesi, ma che scarica sui cittadini gli effetti di una decisione che, invece, avrebbe prodotto vantaggi in termini di riduzione di prezzi e di tariffe". Il sottosegretario ha infine ricordato che risultano bloccate da otto mesi le tabelle per il risarcimento dei danni fisici gravi, e ha denunciato "atteggiamenti e fortissimi pressioni perché il decreto non venisse fatto". Pessimista e "scoraggiata" infine, è parsa sulla possibilità che un ddl possa vedere la luce entro la legislatura.

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