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S&P, il settore assicurativo è solido ma occorre guardare al futuro

Nell'ultimo report della società di rating il comparto europeo appare più preparato di dieci anni fa a gestire le minacce economiche. Le insidie, ora, si concentrano nella tecnologia, nei processi di acquisto dei consumatori e nelle normative

21/03/2019
Gli assicuratori europei oggi sono più preparati a fronteggiare condizioni economiche sfavorevoli rispetto a quanto lo fossero all’inizio della crisi finanziaria nel 2008/2009. Per questo, S&P Global Ratings prevede che nel breve termine i rating del settore rimarranno stabili e resilienti ai principali rischi identificati per l’economia europea. 
Secondo l’ultimo report pubblicato da S&P, With european insurers well positioned for economic uncertainty, focus shifts to future (Con gli assicuratori europei ben posizionati per affrontare l’incertezza economica, l’attenzione si sposta sul futuro), il management delle compagnie, in questi ultimi anni, ha guidato le imprese in un difficile periodo di recessione e bassi tassi d’interesse migliorando la capacità di comprendere e misurare i rischi, con il risultato di aver consolidato bilanci e posizioni patrimoniali.

LA PROSPETTIVA DI UNA BREXIT GESTIBILE 
Sebbene il maggior rischio per gli assicuratori europei nel 2019 sia di natura economica, la stragrande maggioranza delle compagnie del mercato europeo hanno prospettive rassicuranti e potranno far fronte a condizioni difficili. 
In questo scenario, Brexit è la principale preoccupazione per i mercati creditizi europei nel breve periodo. Tuttavia, nel caso di una Brexit no deal, la casa americana ha previsto revisioni dell’outlook piuttosto che tagli generalizzati dei rating all’interno del settore assicurativo. Ecco perché i risultati principali dell’analisi precedente (Conto alla rovescia per la Brexit: niente accordo in vista), pubblicati il 30 ottobre scorso, rimangono in gran parte invariati. “In questa fase – continua S&P – non riteniamo che il rischio d’interruzione dell’attività, in particolare per quanto riguarda le attività di assicurazione non vita, e quello di non liquidare i sinistri rappresentino minacce rilevanti per il rating (soprattutto) degli assicuratori britannici”.  Con la prospettiva di una Brexit gestibile, il settore assicurativo dovrà guardarsi da uno scenario ancora pesante di tassi bassi e volatilità, dalla sfida tecnologica, che costringerà le compagnie a cambiare il modello di business tradizionale, dal modo in cui i consumatori vogliono essere serviti, e dalla normativa. Tutte questioni aperte che, sul medio-lungo periodo, faranno selezione tra i player europei.

SERVIRE I CLIENTI DIGITALI 
Le preferenze dei consumatori riguardo al tipo di prodotti assicurativi che vogliono acquistare e al modo in cui vogliono interagire con i loro fornitori di servizi stanno cambiando rapidamente. Come sappiamo, i consumatori sono sempre più abituati a interagire con banche, utilities, rivenditori e fornitori di servizi online, raggiungibili sempre più spesso tramite il proprio smartphone. L’interazione digitale con il settore assicurativo, argomenta S&P, si è generalmente dimostrata più difficile rispetto ad altri comparti. Offrire un mezzo per interagire virtualmente con i titolari delle polizze porterà un netto vantaggio nell’era digitale: per qualsiasi entità, che si tratti di un assicuratore o di una società tecnologica, che fornirà bene questo servizio sarà molto più facile conquistare e fidelizzare i clienti. Allo stesso modo, i consumatori potrebbero essere maggiormente attratti dalle società in grado di fornire servizi on demand di instant insurance o una consulenza automatizzata e digitale. “Gli assicuratori che sperano di rimanere competitivi nel mercato del futuro – chiosa il report – devono cercare soluzioni oggi per ottenere vantaggi domani”.

LE INCOGNITE DELLA NORMATIVA 
L’altro fronte aperto è la regolamentazione. A soli tre anni dall’attuazione di Solvency II, gli assicuratori dello Spazio economico europeo sono sottoposti ad aggiornamenti sostanziali delle linee guida, che dovrebbero entrare in vigore tra 2019 e nel 2021. Contemporaneamente, dovranno lavorare molto per l’adozione di Ifrs 17 nel 2022, che porterà un cambiamento radicale negli standard contabili delle imprese.  A rendere il tutto ancora più complesso l’International association of insurance supervisors (la Iais) sta riconsiderando il modo con cui valuta il rischio sistemico nel settore assicurativo. Questo nuovo approccio potrebbe essere applicato a un gruppo più ampio di assicuratori rispetto ai nove considerati finora a livello internazionale, creando ulteriori complicazioni e incertezze: non è ancora chiaro, continuano da S&P, se effettivamente questo gruppo più ampio sarà sottoposto a un più attento controllo normativo o a requisiti patrimoniali più stringenti.

AGIRE OGGI PER AVERE SUCCESSO DOMANI 
S&P, tuttavia, precisa che non sta prevedendo che il settore avrà requisiti di capitale più elevati ma semplicemente che il continuo cambiamento delle normative richiederà un’attenzione significativa in termini di capacità e gestione e costi.  Poiché la tecnologia cambierà il modo con cui le assicurazioni distribuiscono le polizze, è ragionevole prevedere che i regolatori insisteranno sul monitoraggio del rischio di vendita abusiva. Lo sforzo ispettivo per le imprese, in questo caso, si aggiungerà ai carichi di lavoro normativi già presenti. Ciò che distinguerà gli assicuratori più forti in futuro, sostiene S&P, sarà comunque la loro capacità di stare al passo con il ritmo rapido del progresso tecnologico e con i cambiamenti nelle aspettative dei clienti: oggi, le compagnie hanno le risorse per investire in nuove tecnologie. Ecco perché occorre agire subito: chi attende troppo a lungo rischia di essere lasciato indietro.

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