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Credito al consumo, dal 2008 al 2012 bruciati 100 miliardi

Continua a calare il mercato europeo: -8,8% in quattro anni

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Negli ultimi quattro anni, il mercato del credito ai consumatori in Europa ha subito una contrazione pari all'8,8%, per un totale di 100 miliardi di euro sul totale degli impieghi del mercato tra la fine del 2008 e la fine del 2012. È quanto ha rilevato Agos Ducato, società finanziaria del gruppo Gruppo Crédit Agricole, in una ricerca sulla salute del credito al consumo nei 27 Paesi europei. 

L'Europa rappresenta circa un quarto del mercato totale del credito, con un totale di 1.056 miliardi di euro in impieghi alla fine del 2012. Ma l'erogazione è sempre più calante: il mercato europeo del credito ai consumatori ha continuato a decrescere nel 2012, con una contrazione pari all'1,9% rispetto al 2011. Alla fine dell'anno scorso, la media degli impieghi per abitante europeo si è attestata a 2.094 di euro, in calo del 2,2% rispetto al 2011 quando la cifra era di 2.141 di euro. Il calo è un trend che caratterizza tutti i Paesi europei considerati dalla ricerca, ma che evidenzia comunque differenze anche marcate: si va dalla Gran Bretagna con una media di 3.984 euro per abitante ai 186 euro pro capite impiegati in Lituania. 
Del resto il Regno unito fa parte dei cinque Paesi, insieme a Germania, Francia, Italia e Spagna, che rappresentano oltre il 76% del totale degli impieghi 2012 e il 63% della popolazione europea complessiva. 

Cala anche la proporzione degli impieghi sul consumo familiare complessivo annuo, dato utile per capire il reale indice di penetrazione del credito ai consumatori. Alla fine del 2012, gli impieghi rappresentavano il 14,4% dei consumi annuali delle famiglie nei 27 Paesi europei, rispetto al 15% del 2011.

Per quanto riguarda i singoli Paesi la ricerca Agos Ducato divide prima l'Europa in macrozone e poi considera Stato per Stato. Il segno meno è comunque una costante: si va dal -4,4% nell'est Europa al -3,2% nel sud, fino al -0,8% nel nord. Differenze, dicevamo, che si riflettono anche nei singoli mercati. Rapido il calo degli impieghi, per fare due esempi, in Irlanda (-14,5%) e in Portogallo (-12,7%). In controtendenza, poi, solo sei Paesi su 27 hanno raggiunto un andamento positivo nel 2012: guida tutti la Repubblica Ceca, con il +10,1%; segue la Finlandia (+3,5 %), l'Estonia (+1,5%), la Svezia (+1,4 %), la Germania (+0,8%), e il Belgio (+0,5%).

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