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Cyber risk, il 47% delle imprese in Italia nel mirino

Secondo una recente indagine di Qbe, il 71% delle aziende prevede di aumentare il budget per la sicurezza informatica

Cyber risk, il 47% delle imprese in Italia nel mirino
Il 47% delle imprese in Italia ha subito un attacco informatico negli ultimi 12 mesi. Il dato emerge dalla ricerca Cyber Insurance and AI 2026, realizzato da Opinium per conto di Qbe, che evidenzia come il cyber risk sia ormai una minaccia tangibile e concreta per il tessuto imprenditoriale e produttivo del nostro paese: il 50% delle imprese che hanno subito un attacco ha registrato una perdita diretta del fatturato.

L’85% delle aziende dispone oggi di un piano strutturato di risposta agli attacchi informatici, in crescita rispetto all’80% dello scorso anno. Il 71% delle società intervistate prevede di incrementare il suo budget in sicurezza informatica.

“La crescente esposizione agli attacchi cyber ha portato le aziende italiane a sviluppare una maggiore consapevolezza del rischio”, ha commentato Stefano Pompeo, senior cyber underwriter di Qbe Italia. “Il 58% delle imprese che ha subito almeno un attacco informatico negli ultimi 12 mesi – ha proseguito – riconosce il ruolo della supply chain come vettore di minaccia: il 31% attribuisce a fornitori esterni alcuni degli attacchi subiti, il 17% la maggior parte degli attacchi e il 9% tutti”.

La ricerca ha quindi dedicato un piccolo spazio di approfondimento all’impatto che l’intelligenza artificiale sta avendo sulla ridefinizione delle strategie aziendali e sulla modalità degli attacchi informatici. Il rapporto, nel dettaglio, ha evidenziato che il 71% delle imprese utilizza già la tecnologia nelle sue attività quotidiane e l’87% si dice convinto che avrà un impatto positivo nei prossimi due anni. 

Tuttavia, come noto, la diffusione di una simile tecnologia porta con sé anche qualche rischio: il 24% delle aziende, a tal proposito, ha dichiarato di aver subito negli ultimi 12 mesi almeno un incidente informatico in cui hacker e criminali del web aveva fatto ricorso all’intelligenza artificiale.

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