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L’Ania lancia un fondo di debito privato

Liverani: “esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato per mobilitare il risparmio nazionale a favore dello sviluppo del Paese”

L’Ania lancia un fondo di debito privato
L’Ania ha annunciato il lancio di un fondo di debito privato, finanziato dalle compagnie assicurative, con l’obiettivo di convogliare il risparmio previdenziale e assicurativo verso l’economia reale del Paese.

L’iniziativa, spiega una nota, “si inserisce nel quadro europeo della Savings and Investment Union” e punta “a valorizzare una quota di risparmio ancora poco indirizzata verso asset produttivi per sostenere, in modo concreto, la crescita economica”.

Il fondo è stato strutturato per finanziare le imprese che investono in ambiti strategici quali infrastrutture, transizione energetica e digitale, accompagnando così lo sviluppo delle piccole e medie imprese, cuore del tessuto produttivo nazionale.

L'operazione si inquadra nel framework assicurativo e vede l’introduzione di una garanzia pubblica che, riducendo l’assorbimento di capitale, rende l’investimento più efficiente e compatibile con i vincoli regolamentari delle compagnie.

La gestione del fondo è stata affidata a Eurizon Capital Real Asset (Ecra), a seguito di un processo di selezione che ha visto la partecipazione di diversi operatori altamente qualificati, per avviare un fondo di debito privato, con un obiettivo di raccolta stimata tra i 600 e gli 800 milioni di euro

Risorse che saranno rapidamente immesse nell’economia reale, principalmente attraverso strumenti di debito destinati a imprese di piccola e media dimensione, oltre a imprese in fase di espansione.

“Il progetto – commenta il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani – dimostra come il settore assicurativo continui a svolgere un ruolo sempre più centrale nel sostegno all’economia reale, contribuendo, al tempo stesso, a generare valore per gli assicurati. L’operazione rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato e un modello replicabile per mobilitare il risparmio nazionale a favore dello sviluppo del Paese. 

Possibili scenari futuri potrebbero riguardare ambiti strategici quali infrastrutture, edilizia residenziale, assistenza alla non autosufficienza e nuovi strumenti a supporto dell’innovazione e della crescita”.


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