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Il coronavirus minaccia le Olimpiadi (e le assicurazioni)

In caso di cancellazione, le perdite assicurate potranno arrivare a due miliardi di dollari

03/03/2020
L'epidemia di coronavirus pone seri interrogativi sulle Olimpiadi di Tokyo. Proprio oggi Seiko Hashimoto, ministro giapponese per i giochi olimpici, ha aperto alla possibilità di rinviare l'inizio della manifestazione, attualmente previsto per il prossimo 24 luglio, in caso di un'ulteriore espansione dell'epidemia. “Il contratto prevede che i giochi olimpici si svolgano entro il 2020: potrebbe quindi essere consentito uno slittamento della data di inizio”, ha affermato nel corso di un'interrogazione parlamentare. Al momento l'ipotesi non sembra tuttavia sul tavolo. "Ci stiamo preparando alle grandi Olimpiadi di Tokyo 2020", ha rassicurato Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), subito dopo le parole della responsabile giapponese della manifestazione. Eppure le incognite restano, anche per le assicurazioni chiamate a coprire le perdite dovute a un eventuale annullamento o rinvio della manifestazione.
Secondo un'analisi di Jefferies, citata dalla Reuters, le perdite complessive per il mercato assicurativo potrebbero aggirarsi attorno ai due miliardi di dollari.  Il solo Cio, che garantisce un miliardo di dollari alle città che ogni quattro anni ospitano i giochi olimpici estivi, avrebbe stipulato una polizza che copre perdite fino a 800 milioni di dollari. A ciò si aggiungono poi le soluzioni sottoscritte da attività ricettive, servizi logistici, enti di sponsorizzazione, mezzi di comunicazione e tutte le altre organizzazioni in una certe misura coinvolte nella manifestazione. A cominciare dalla stessa città di Tokyo, che ha investito 12 miliardi di dollari nelle Olimpiadi.
Allianz, che dal 2021 sarà partner assicurativo globale del Cio, ha assicurato di non essere esposta ai giochi di Tokyo. Torsten Jeworrek, membro del board di Munich Re, ha invece affermato che la compagnia ha fornito alla città di Tokyo una copertura contro il rischio di cancellazione. Resta tuttavia da vedere se l'indennizzo si attiverà anche in caso di epidemia, fattispecie solitamente esclusa nelle condizioni di polizza.

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