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Il futuro che (non) c'è. Costruire un domani migliore con la demografia

Questo il titolo del nuovo libro del demografo Alessandro Rosina e di Sergio Sorgi, vice presidente di Progetica, che sarà presentato martedì 4 ottobre, a Milano

26/09/2016
Andare incontro al futuro anche se il futuro non c’è? È la scommessa del demografo Alessandro Rosina e di Sergio Sorgi, quest’ultimo vice presidente di Progetica e collaboratore di Insurance Connect, nel loro nuovo libro dal titolo "Il futuro che (non) c’è. Costruire un domani migliore con la demografia".  
Il volume, che sarà presentato martedì 4 ottobre nell’ambito del "Salone dell’innovazione e della responsabilità sociale d’impresa", a Milano, parte dalle paure di oggi per provare a descrivere una realtà diversa e possibile. Rosina e Sorgi invitano ad abbandonare le vecchie certezze individuali e cercare le risorse per realizzare i nuovi desideri collettivi. Questo nei campi più complessi e incerti della contemporaneità: welfare, lavoro, cultura, mercato, democrazia, innovazione, sviluppo sostenibile; tutti temi che spaventano proprio perché nell’attuale fase storica sono sottoposti a torsioni continue.  

Pensare al futuro nell’epoca del cambiamento è tutt’altro che semplice; tuttavia, Rosina e Sorgi raccontano, capitolo per capitolo, storie diverse da un’angolatura originale dalla quale il futuro è ben visibile.   
È proprio nei temi sociali, nell’innovazione, in un nuovo welfare sostenibile che si nasconde il futuro più promettente: secondo gli autori occorre però poter essere artefici del proprio futuro, superando le vecchie rendite di posizione e costruire un nuovo senso della collettività. Con il supporto della demografia, Rosina e Sorgi interpretano i mutamenti che stanno rivoluzionando i rapporti tra le generazioni, la vita dei singoli e le loro interazioni: nella ricerca dei due sociologi il fine ultimo, però, non è l’aumento della ricchezza materiale, quanto il miglioramento della qualità generale della vita di tutti, attraverso lo sviluppo di un nuovo benessere condiviso. 

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