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Generali, nell'1Q22 pesano le svalutazioni in Russia

Utile netto in calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente a causa delle tensioni internazionali. Bene raccolta e risultato operativo

Generali, nell'1Q22 pesano le svalutazioni in Russia hp_wide_img
Numeri positivi per il gruppo Generali nel primo trimestre 2022, nonostante il periodo di incertezza legato, come sappiamo, alle tensioni internazionali e alla volatilità. Ed proprio alla crisi ucraina che si deve un utile netto in calo se confrontato allo stesso periodo dell'anno scorso. Sul risultato di 727 milioni di euro (802 milioni 1Q21), pesano le svalutazioni sugli investimenti russi per 136 milioni. 

La partecipazione in Ingosstrakh e i titoli a reddito fisso detenuti direttamente dal gruppo, si apprende dalla nota di Generali, ammontano rispettivamente a 176 milioni (384 milioni nel 2021) e 40 milioni (188 milioni). In Russia e Ucraina, il gruppo ha anche  investimenti indiretti e attività finanziarie collegate a contratti unit- linked marginali, che sono pari rispettivamente a 43 milioni (111 milioni) e 34 milioni (117 milioni).

Il gruppo, peraltro, "continua a essere solidale e vicino alle persone coinvolte nel conflitto in Ucraina", ha sottolineato il cfo Cristiano Borean, nella nota. Generali ha creato un fondo di emergenza da tre milioni di euro e lanciato una raccolta fondi globale tra i dipendenti e attraverso la Fondazione The Human Safety Net, per supportare l’Unicef.

Per il resto, i dati relativi ai primi tre mesi dell'anno sono positivi. A cominciare dai premi lordi che ammontano a 22.322 milioni, con un aumento del 6,1%, sostenuto dallo sviluppo di entrambi i segmenti. La raccolta netta vita cresce a 3,9 miliardi (+19,3%), confermando il buon andamento delle linee unit-linked, puro rischio e malattia. 

Il risultato operativo del gruppo ammonta a 1.626 milioni (+1,1%), con il segmento vita che registra una crescita del risultato operativo del 7,2%, e il danni dell'1,2%, anche grazie al contributo del gruppo Cattolica. Il combined ratio si attesta al 90,4%, in peggioramento di 2,4 punti percentuali a causa principalmente della maggior sinistralità. 

Il profitto operativo del segmento asset & wealth management diminuisce invece a 260 milioni (-14,5%), una contrazione dovuta interamente al minor contributo delle commissioni di performance di Banca Generali rispetto al "risultato particolarmente significativo dei primi tre mesi del 2021, anche a seguito dell’andamento dei mercati finanziari", come recita il comunicato del Leone. 

Il patrimonio netto si attesta a 25.639 milioni, -12,5% rispetto al 2021. La variazione dipende dalla diminuzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita, pari a 4.797 milioni, principalmente derivante dall’andamento dei titoli a reddito fisso. 
Il Solvency ratio è pari al 237%, in miglioramento rispetto al 227% di tutto il 2021.

"Il settore assicurativo globale potrebbe risentire dell’incertezza derivante dal rallentamento della crescita economica, dall’aumento dell’inflazione e dai rischi di escalation dell’invasione russa in Ucraina", precisano gli analisti di Generali, guardando agli sviluppi futuri. 
"Il gruppo - conclude la nota - conferma il proprio impegno a perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili e guidare l’innovazione in modo da realizzare un tasso annuo composto di crescita dell’utile per azione nel periodo 2021-2024 tra il 6% e l’8%, generare flussi di cassa netti disponibili a livello della capogruppo nel periodo 2022-2024 superiori a 8,5 miliardi di euro e distribuire agli azionisti dividendi cumulati nel periodo 2022- 2024 per un ammontare compreso tra 5,2 e 5,6 miliardi".

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