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Concorrenza: un concetto sconfitto e mortificato

Ritorniamo a parlare di “liberalizzazioni”, questa volta permettere a fuoco alcuni aspetti post recente approvazione.  Aspetti, per la verità, che mi hanno non pocosorpresa. 

Ai più, forse, è sfuggita la lettera aperta indirizzata dal Governoagli agenti di assicurazione italiani, e  pubblicata sul sito istituzionale. Tutti, piùo meno, siamo a conoscenza che con la manovra “Cresci Italia”, questo Governo  ha toccato molte corde dolenti dei cittadini,nei più svariati settori merceologici, tra i quali il  comparto assicurativo. Si sono consumati fiumidi inchiostro sulle possibili iniziative legislative da adottare, quellelogiche “respinte”,  che erano parteintegrante di un più ampio programma di liberalizzazioni, programma che avevacome obiettivo quattro fronti: i risarcimenti, le frodi, la sicurezza e latrasparenza.

Il testo della succitata missiva appare all’insegna dell’anticalocuzione latina “excusatio non petita…” Perché?

Intravedo tra le righe di questa lettera aperta agli agenti lavolontà di convincere gli addetti ai lavori sulla “giustezza” delle decisioniprese, che sono apparse, quelle dell’Antitrust comprese, poco coraggiose,contorte, di difficile applicazione perche in antitesi con le normative vigentie non utili al cittadino. Solo fumo negli occhi. Stop! La missiva recitatestualmente: “il nuovo regime di    t r as p a r e n z a      m i ra   a   t u t e l a r e     iclienti    e  le compagnie assicurative”. Non ce nesorprendiamo.

Da parte delle istituzioni nessuna preoccupazione per lacategoria degli intermediari assicurativi, che hanno o avrebbero l’obbligo diapplicare regole inapplicabili, e che operano in quella “valle della morte” rappresentatadall’indifferenza e dalla diffidenza degli italiani.

Sempre la lettera del Governo, redatta su carta intestatadella Presidenza del Consiglio dei Ministri, giustifica le proprie scelte dandoatto all’Isvap di aver individuato trentacinque imprese “fantasma” (…tante…), ovviamentenon abilitate ad operare in Italia; frodi accertate contro le impreseassicurative che sfiorano le settantamila unità e i reclami contro le compagnie.

Queste sono le inspiegabili ragioni che hanno convinto ilGoverno a “obbligare” la categoria degli agenti a informare il cliente con ben“tre”  preventivi di diverse compagnie.Sempre nella stessa lettera, si precisa anche l’iter che è stato seguito pergiungere a tale decisione: “tale obbligo mira a raggiungere un duplicevantaggio. Per un verso si mette il cliente nella condizione di ponderareofferte diverse, s c e g l i e n d o quella più adatta alle proprie esigenze.Per il verso opposto, si prevede una riduzione del carico di contenzioso e unaconsistente diminuzione dei rischi di frodi  (a vantaggio dunque, delle imprese che operanonel ramo assicurazioni).”

Il Governo vorrebbe convincere un’intera categoria cheportando al potenziale assicurato “tre” preventivi (l’agente NON rappresentatutte e tre le compagnie), si ridurrebbe il “contenzioso” (non è dato capire diche tipo e in che termini), nonché la diminuzione delle frodi, il che andrebbe,si precisa, a  “vantaggio” delle compagniestesse.

Ma c’è qualcuno in questo Governo di “tecnici” disposto ad andareincontro oltre che all’Ania anche agli automobilisti italiani? Questi paganosalatissimi premi proprio per i reiterati aumenti tariffari, derivanti dall’oligopoliodei Gruppi assicurativi, che “NON“ considerano la loro incapacità e volontà discoprire e denunciare questi atti dolosi, ma pensano di arginare il malcostumevigente solo offrendo tre diversi preventivi! Semplice da comprendere: questa èla soluzione per tanto decantata “trasparenza”!

E’ inutile chiedersi il “perché” dovrebbe attivarsi laConfindustria assicurativa. Nessun problema, nessuna urgenza: le perdite, comeal solito, vengono sanate dagli aumenti Rc auto…  Come sempre paga Pantalone.

Va però riconosciuto a questo Governo la  consapevolezza delle difficoltà che il D.L. provoca,e quindi precisano: “sarà necessario un attento rodaggio prima di poter produrrei benefici tanto attesi”.

Ma davvero?

Per questa ragione, prosegue la lettera, si ricorre aitecnici dell’Isvap. Sul merito della questione il presidente ha già espresso“orientamento favorevole”.   Sempre il Governosi attende dall’Autorità una s o l u z i o n e     r a p i d a    e   condivisa  tra le parti coinvolte, in merito, proseguesempre la missiva, “a tutti i problemi che dovessero nascere (aggiungo io “omorire”)  in sede di applicazione dellenorme. Indicazioni preziose, (prosegue) sono attese in sede di conversioneparlamentare del decreto”.

Leggo e rileggo lo stesso testo. Mi sforzo di capire, senzariuscirci. Forse per un limite intellettuale mio…

Questo Governo sponsorizza  il “progetto” liberalizzazioni, il cui  obiettivo era quello di condurre la nazioneverso un mercato di libera concorrenza su prodotti, prezzi, garanzie,trasparenza. Dopo un inizio brillante e da molti apprezzato, si scopre che labozza originaria è stata – strada facendo – stravolta, sino al punto di tradursiin un ibrido assurdo e per giunta di difficile applicabilità, oltre che comprensione.La realtà, oggi, è tangibile. Nessuna liberalizzazione, nessun passo avanti.Una retromarcia poco chiara, il cui merito, si vocifera nei corridoi checontano, andrebbe attribuito  allepotenti lobby delle imprese.

Tutti scontenti: sia gli utenti, che da questo provvedimentonon ne ricavano alcun vantaggio, che gli intermediari costretti, questi si, adare una consulenza che non potrà essere trasparente e competente comevorrebbero, per  mancanza della materiaprima: la conoscenza dell’altrui prodotto. Per coloro che sono monomandatari comevenirne in possesso?

Il concetto di “concorrenza”, quella vera, ne esce battuto emortificato. Questo D.L. è  privo di chiarezza,con la consapevole aggravante della violazione delle più elementari disposizionioggi vigenti: Codice Civile (art.1743), ANA 2003, Regolamento 5/2006.

Il Governo auspica, da parte dell’Isvap, future “alchimie”correttive sul modus operandi del D.L. stesso. L’Istituto di Vigilanza è infase di riflessione sul “come” arginare i danni, e ha “sospeso” l’iterlegislativo per quattro mesi. Alla guida dell’Isvap c’è un presidente di grandeesperienza, con un background di  consolidatoprestigio, consapevole che il 75% degli agenti operano in esclusiva rigida, ehanno l’obbligo di rispettare il contratto d’agenzia sottoscritto con l’impresarappresentata.  

Chiudo pensando al presidente Giannini e gli chiedereivolentieri: ma lei ci crede? 

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