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Ania, fare sistema per rilanciare la crescita

Nel corso dell'assemblea annuale dell'associazione è stata ribadita la centralità del comparto nello sviluppo dell’economia, e la necessità di una sinergia pubblico-privata sui temi urgenti per il rilancio del Paese

11/07/2019
L’edizione 2019 dell’assemblea di Ania resterà nella storia del comparto. L’associazione degli assicuratori ha festeggiato, ieri a Roma, i suoi 75 anni di vita alla presenza di una vasta platea e di un nutrito parterre istituzionale, tra cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il presidente di Ivass, Fabio Panetta. Un evento celebrativo ma anche riassuntivo del buono stato di salute del comparto assicurativo che si colloca, per dimensione, al quarto posto in Europa e all’ottavo nel mondo, confermando la propria solidità nonostante i deboli segnali della nostra economia.
“Il Paese cresce troppo poco”, ha confermato la presidente di Ania, Maria Bianca Farina (nella foto), ribadendo la volontà degli assicuratori di giocare un ruolo di primo piano nella protezione delle famiglie, nell’integrazione del welfare pubblico, nel finanziamento dell’economia reale e nell’adozione dei criteri di sostenibilità Esg nelle scelte di investimento.

UN COMPARTO SOLIDO
A conferma di ciò, anche nel 2018 l’industria assicurativa ha svolto un ruolo centrale nell’economia italiana: gli investimenti del comparto hanno superato gli 840 miliardi di euro (circa il 50% del Pil) e il settore ha dato occupazione, in via diretta e indiretta, a circa 300mila persone. Forte anche il sostegno al debito pubblico, con un 40% circa del totale degli investimenti assicurativi impiegati nei titoli di Stato italiani (il 15% dell’intero stock in circolazione). La raccolta premi è cresciuta del 3,2%, raggiungendo i 135 miliardi di euro, grazie al contributo sia del ramo vita (+3,5%, 102 miliardi) che del danni (+2,3%, 33 miliardi). Sul vita, il presidente di Ivass, Fabio Panetta, ha sottolineato l’importanza delle modifiche introdotte dal regolatore in materia di gestioni separate, che hanno consentito d’innovare i processi produttivi delle polizze rivalutabili favorendo il rilancio dei prodotti tradizionali con garanzia. “Si è trattato di un primo passo cui vorremmo far seguire altri sviluppi”, ha affermato. Il settore assicurativo ha conseguito utili netti per quattro miliardi di euro, in calo del 30% rispetto ai quasi sei miliardi del 2017, soprattutto a causa delle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli del vita; tuttavia, si conferma la solidità del comparto, con un capitale disponibile due volte oltre quello richiesto, così come la fiducia degli italiani verso il risparmio assicurativo, che è arrivato a rappresentare il 17% della ricchezza finanziaria totale delle famiglie.

SEGNALI IMPORTANTI DALL’RCA
Sul fronte dell’auto, il premio medio è sceso del 25% dal 2012 e si attesta oggi a 414 euro, registrando un’importante riduzione delle differenze tra le regioni ma anche con il resto d’Europa, dove lo scarto rispetto al premio dei principali Paesi Ue è sceso da 213 a 72 euro. Un traguardo raggiunto grazie alla telematica, dove siamo primi nel mondo, e al calo delle frodi, che comunque è ancora troppo diffuse visto che gli oneri relativi agli oltre sei milioni di incidenti, risarciti nel ramo danni, sono per la metà nell’auto. Su questo problema l’Ania ha promosso un osservatorio per la prevenzione e repressione del fenomeno che dovrà, però, essere accompagnato da una revisione organica della normativa Rca, che tenga conto delle evoluzioni del sistema di mobilità e definisca in modo “definitivo e stabile” la materia del risarcimento del danno alla persona, anche attraverso l’emanazione della tabella di legge nazionale sulle macrolesioni.

PIÙ IMPEGNO SULLA SEMPLIFICAZIONE
Tra le sfide che attendono gli assicuratori c’è quella di colmare il gap di protezione assicurativa che continua a caratterizzare il nostro Paese, nonostante la crescita dei premi nei rami danni. Secondo il regolatore, il differenziale potrà essere ridotto operando uno “sforzo tangibile di piena chiarezza e trasparenza sulle prestazioni offerte dai contratti” e puntando sull’innovazione nei contenuti e nelle modalità di copertura.
A tal riguardo, Panetta ha fatto notare la necessità di un maggiore impegno in tema di semplificazione. Nonostante l’emanazione delle linee guida per contratti semplici e chiari, redatte con lo sforzo congiunto di imprese, intermediari e consumatori, il tema della scarsa chiarezza risulta ancora un frequente motivo di contenzioso, e l’Ivass ha spesso rilevato un “allineamento solo formale alle indicazioni delle linee guida”, ribadendo che “non può dirsi raggiunta una vera e propria semplificazione dei testi contrattuali e del disegno dei prodotti” e auspicando un importante contributo anche dall’avvio dell’Arbitro assicurativo.

UNA DISCIPLINA ORGANICA PER LA SALUTE 
Alla bassa protezione si aggiunge il trend sull’invecchiamento: nel 2050 un terzo degli italiani avrà più di 65 anni e si fa sempre più urgente il tema della non autosufficienza, accompagnato da quello della spesa sanitaria privata, che ha raggiunto i 40 miliardi di euro l’anno. A tal riguardo, l’Ania ha sottolineato l’importanza di creare, anche per la salute, un percorso simile a quello della previdenza  complementare, disciplinando in modo organico un sistema integrato con il Ssn, dove trovino spazio fondi chiusi di categoria, fondi aperti e polizze assicurative con condizioni di accesso e gestione uguali per tutti.

PARTNERSHIP SU CATASTROFI E CYBER
Sinergia e integrazione con lo Stato è stata chiesta anche in tema catastrofale, dove si auspica una partnership pubblico-privata in grado di affrontare ex ante la struttura fragile del nostro territorio. Farina ha chiesto alle istituzioni un “costruttivo, veloce confronto” per eliminare i fattori di debolezza attraverso “misure legislative, regolamentari e fiscali adeguate e organiche” su cui anche il regolatore è pronto a fornire il più ampio contributo tecnico, per individuare le forme di sinergia più opportune ed efficaci. Un altro tema cruciale è quello del cyber crime: per proteggere l’ingente mole di dati, l’Ania ha attivato, con un’apposita convenzione, una partnership con il comparto intelligence per sviluppare forme di collaborazione in ottica di sicurezza cibernetica.

ALLEANZA STRATEGICA
“Da soli non si va da nessuna parte”, ha sintetizzato la presidente di Ania ribadendo che “il dialogo, il confronto, lo spirito di squadra sono le armi per vincere quella che non è una partita ma una lunga stagione di sfide”. Un invito raccolto anche dal premier, Giuseppe Conte, che ha sottolineato la sua intenzione di dare vita a “un’alleanza strategica fra governo e comparto assicurativo”, riconoscendo l’Ania come “partner naturale nell’impegno collettivo a fare sistema per rilanciare la crescita”.

UN RICONOSCIMENTO IMPORTANTE
A coronamento di questa alleanza, l’evento si è concluso con la presentazione da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, della speciale emissione del francobollo celebrativo del 75esimo anniversario dell’associazione: un milione e mezzo di esemplari emessi dal ministero dello Sviluppo economico per la serie tematica Le eccellenze del sistema produttivo ed economico, a riconoscimento del valore sociale di cui l’Ania si fa portatrice, tutelando la cultura del risparmio, della sicurezza, della prevenzione e dell’investimento di risorse nello sviluppo del Paese.

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