Insurance Trade

Detrazione spese sanitarie: un sistema da ripensare

Secondo uno studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il modello attuale aumenta la disuguaglianza di salute tra le famiglie italiane

29/05/2017
Continua ad aumentare il volume economico riguardante la detrazione delle spese mediche dal reddito, che nel 2015 ha raggiunto in Italia quasi i 17 miliardi di euro coinvolgendo 17 milioni di cittadini. Dal 2003 al 2015 la quota di contribuenti che ne ha usufruito è passata dal 28% al 43%, una crescita motivata da fattori come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dei ticket sanitari e un maggiore ricorso alle strutture private, a causa dei lunghi tempi d’attesa di quelle pubbliche. Mentre questi trend sono ampiamente e da tempo monitorati, quasi nulla si sapeva finora su come il sistema di detrazione attuale incide sulla disuguaglianza di salute delle famiglie italiane, di fatto ampliandola. Secondo uno studio degli economisti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, condotto in collaborazione con l’ateneo di Pavia, il modello in vigore premia i contribuenti più ricchi e penalizza chi ha meno risorse da destinare alle cure sanitarie. Le spese detraibili sono infatti più elevate per le classi di reddito individuale più alte, mentre chi ha entrate più basse spesso non riesce a recuperare quasi nulla. Questo incide inevitabilmente sullo stato di salute delle fasce di popolazione più povere, che tendono a risparmiare anche in questo campo, avendo meno incentivi. Uno dei modelli sviluppati dall’ateneo propone una più equa formula di detrazione, basata sul reddito, che potrebbe essere presentata al legislatore per una possibile riforma del sistema. Attualmente nel nostro paese le spese mediche sostenute direttamente dai cittadini (generiche e specialistiche, compreso il ticket) possono essere detratte al 19% dall’imposta lorda per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Il modello propone invece una detrazione del 26,5% fino a un reddito di 15mila euro, poi un’aliquota decrescente, azzerata per i redditi superiori a 75mila euro. Secondo le simulazioni adottando questo sistema sarebbe possibile, a parità di gettito fiscale, ridurre notevolmente le disuguaglianze in salute legate al reddito. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

I più visti