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Liberalizzazioni: le richieste dell’Ania

Sebbene l’obiettivo della crescita sia da tutti condiviso, secondo Aldo Minucci, presidente dell’Ania, per giungere a un sistema più concorrenziale, basato anche sulla riduzione delle tariffe, servono interventi strutturali, di contrasto alle frodi e di revisione degli obblighi oggi previsti per gli intermediari

Liberalizzazioni: le richieste dell’Ania hp_stnd_img
Le imprese si muovono. A due settimane dall’entrata in vigore del decreto legge 1/2012, quello sulle liberalizzazioni, le compagnie, attraverso il presidente dell’Ania Aldo Minucci, rispondono al governo con proposte, iniziative e suggerimenti in vista del passaggio parlamentare. L’audizione di venerdì alla commissione Industria, commercio e turismo del Senato rappresenta la prima vera mossa delle imprese, il tentativo di mediare con il governo del rigore e della crescita.   

Ridurre i costi sopportati dalle imprese e, conseguentemente, ridurre prezzi per gli assicurati è “l’obiettivo più ambizioso”, dice l’Ania, in un 2012 in cui “se i miglioramenti tecnici dovessero essere confermati dai bilanci, è presumibile una tendenziale stabilizzazione del prezzo della rc auto”. Musica per le orecchie dei consumatori e del governo che di questi dati non potrà che tenere conto. “La nostra analisi dei provvedimenti – continua Minucci – assume esattamente questa visuale”. 

Secondo le compagnie per una riduzione più significativa dei prezzi occorrerebbe incidere in maniera più decisa sul costo dei risarcimenti, allineando le norme e le prassi di liquidazione in Italia a quelle degli altri paesi europei. Il 23% dei sinistri presentano almeno un danno alla persona, con punte di oltre il 40%. In Europa la media è del 10%. In Francia i feriti risarciti dalle imprese in un anno sono circa 200mila, in Italia ammontano a oltre 1 milione. 
“La principale causa degli elevati costi dell’assicurazione rc auto è l’anomala diffusione di lesioni lievissime alla persona che il sistema assicurativo è costretto a risarcire in base ad una legislazione e a prassi valutative medico-legali e giudiziarie che alterano la reale portata del fenomeno”. Questo il problema dei problemi secondo l’Ania.

“Per arginare questa prassi speculativa – sostiene l’Ania - occorrerebbe prevedere che il danno alla persona per lesioni di lieve entità, venga risarcito solo a seguito di riscontro medico legale che accerti visivamente o strumentalmente l’esistenza della lesione”.
Per le lesioni gravi invece Minucci fa presente che è necessaria una “tabella per la valutazione economica”, già prevista ormai sei anni fa dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni e sulla quale il precedente governo ha ricevuto il parere del Consiglio di Stato. “Con queste due interventi – assicura l’Ania – il prezzo della rc auto potrebbe scendere in misura significativa”.

Ma veniamo all’analisi dei singoli articoli. Il comma 2 dell’articolo 29 introduce la facoltà di offrire il risarcimento in forma specifica. L’Ania puntualizza che, sebbene nel complesso il tentativo di “introdurre meccanismi di efficienza economica” sia apprezzabile, il testo risulta impreciso nella parte in cui regola gli effetti del rifiuto da parte del danneggiato. Le compagnie chiedono che “il risarcimento pecuniario non possa superare il costo che l’impresa avrebbe sostenuto con la riparazione diretta del veicolo”, e inoltre, “sarebbe opportuno coordinare l’offerta del risarcimento in forma specifica con le disposizioni in materia di procedura d’offerta risarcitoria di cui agli articoli 148 e 149 del Codice delle assicurazioni”.

Il comma 1 dell’articolo 32 riguarda le “scatole nere”. Ma queste, già montate su molte auto e spesso già a carico delle assicurazioni, rappresenteranno un costo rilevante: “sarebbe molto utile – propone Minucci – che la scatola nera fosse installata di serie sui veicoli, lasciando all’automobilista la decisione se attivarla a fini assicurativi”. La riduzione dei costi dei servizi forniti potrà derivare dall’aumento del loro utilizzo. “La disposizione dovrebbe consentire di determinare la riduzione di premio sia al momento della stipulazione del contratto, sia a seguito della verifica del comportamento dell’assicurato”.
Cavallo di battaglia dell’Ania resta, oramai da danni, la richiesta di un’agenzia antifrode di natura pubblica e con ampi poteri investigativi. Di questa agenzia ancora non c’è traccia ma le disposizioni in materia di contrasto alle truffe, secondo Minucci sono “condivisibili in pieno”. 
L’Ania contesta solo due aspetti: “la previsione di termini assai brevi, sia per le operazioni peritali da parte delle compagnie sulle cose danneggiate (cinque giorni in luogo degli attuali otto), sia per gli accertamenti che le compagnie possono compiere per rinvenire elementi di prova sul tentativo di frode (la sospensione della procedure risarcitoria per trenta giorni è insufficiente, occorrerebbe un periodo congruo pari ad almeno 60/90 giorni).
L’altra richiesta è che la prevista possibilità di accertare la violazione dell’obbligo di assicurare i veicoli in circolazione anche tramite i dispositivi di controllo come ztl e telepass, possa entrare in vigore subito attraverso un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Ma di tale decreto attuativo, ricorda Minucci, “per ora non è previsto un termine”.

Nell’audizione il presidente dell’Ania dedica una spazio – seppur minimo – anche alle norme che riguardano gli intermediari. Per molti di essi, questi nuovi provvedimenti sono semplicemente irricevibili. Minucci fa notare che “la norma impone un costo amministrativo in capo alla distribuzione” di cui non sarà facile valutare l’entità. Inoltre “le sanzioni previste per il mancato adempimento agli obblighi di confronto tariffario sono elevatissime (da 50.000 a 100.000 euro). Si deve ricordare – sottolinea l’Ania – che l’agenzia è quasi sempre una piccola impresa; due disattenzioni di un addetto di agenzia potrebbero mettere a repentaglio il ricavato di un anno di lavoro dell’impresa. Ci sembra che tale sanzione sia abnorme e non proporzionata e che vada perciò ridotta drasticamente”.

L’articolo 29 del decreto legge contiene una disposizione di carattere programmatico che regolerà con nuove norme il risarcimento diretto. “Dall’efficacia del sistema di compensazione dei rimborsi operati dalle imprese – precisa l’Ania – dipenderà l’idoneità del meccanismo del risarcimento diretto”. Le compagnie ritengono indispensabile che il nuovo metodo di compensazione sia approfondito assieme al settore assicurativo, “la cui concreta esperienza nella gestione della procedura – ribadisce Minucci – risulta essenziale per raggiungere l’obiettivo che si prefigge la nuova disposizione”.
In conclusione l’Ania affronta il tema delle assicurazioni sulla vita connesse all’erogazione di mutui. Il decreto legge prevede un intervento la cui finalità è quella di migliorare ulteriormente la trasparenza e la concorrenza. Minucci auspica “una sedimentazione dell'assetto raggiunto, al fine di consentire agli operatori di implementare i nuovi adempimenti richiesti dall’esistenza di più normative in materia”.

La richiesta finale dell’Ania è comunque quella di poter avere un po’ di tempo: affinché il settore, dalle compagnie alla più piccola e sperduta agenzia italiana, possa adeguarsi alle novità senza incorrere in sanzioni e incagli burocratici, i cui effetti recessivi ricadrebbero sui consumatori.

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