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Fonage, un anno dopo

Il presidente, Francesco Libutti, a colloquio con Insurance Trade, traccia un bilancio sui primi 12 mesi della nuova governance post-commissariamento

Fonage, un anno dopo hp_wide_img
Superato l’incubo dello squilibrio prospettico e dissipate le tante ombre apocalittiche che si erano addensate, il Fondo pensione agenti è tornato alla sua piena operatività. Il 3 novembre 2016, Ermanno Martinetto, chiamato dalla Covip come risolutore di problemi, ha restituito tutti i poteri dopo quasi un anno e mezzo di commissariamento. Nel mezzo tante, tantissime polemiche, qualche veleno e, soprattutto, la mannaia dei tagli che hanno colpito gli assegni percepiti dai pensionati. Anche fino al 50% di quanto percepito prima della cura Martinetto. Da poco più di un anno la nuova governance del fondo vede all’opera un nuovo consiglio di amministrazione a composizione mista, formato dal presidente, Francesco Libutti (agente, ex vice presidente di Sna), dalla vice presidente Stella Aiello (compagnie) e dai consiglieri Franco Ellena (compagnie), Guido Ferrara (pensionati), Massimo Nicoletti (compagnie) e Roberto Pisano (agenti). Quale bilancio è possibile tracciare di quanto fatto in questo primo anno di lavoro? Qual è il vero stato di salute del fondo? A fornirci un quadro complessivo e dettagliato è il presidente di Fonage, Francesco Libutti (nella foto), a colloquio con Insurance Trade per rilasciare le sue prime dichiarazioni alla stampa da quando ricopre questo incarico.

AGENIM TORNA IN ATTIVO

Il punto di partenza di questo lungo excursus è Agenim, la società immobiliare del fondo, governata dallo stesso cda di Fonage, “ma per la quale abbiamo deciso all’unanimità di non percepire compensi”, precisa Libutti. Il dossier Agenim era ritenuto dalla nuova governance quello più preoccupante. “La Covip – spiega – ci ha chiesto di verificare ulteriori profili di responsabilità civile relative alle passate gestioni, e a tal fine abbiamo dato incarico a un perito”. La relazione tecnica è attesa entro la fine dell’anno ma secondo quanto trapela in modo non ufficiale, sembrerebbe non esserci alcun rilievo di responsabilità. Ora la gestione dell’immobiliare in capo a Fpa è sana: gli immobili della società sono stati quasi tutti portati a conduzione, ed è stata messa sul mercato anche l’ampia sede romana di via del Tritone, per traslocare in un appartamento più piccolo ma sempre nello stesso stabile. Libutti sottolinea il saldo positivo (300 mila euro) della gestione di Agenim, che “per la prima volta dopo tanti anni sta per chiudere in attivo il proprio bilancio”.

NUOVE RISORSE UMANE E UNA APP

“Ci siamo impegnati a iniziare una serie di attività tese a controllare se i processi di gestione del fondo siano in linea con le best practice del mercato”, sottolinea Libutti aggiungendo che, a tal scopo sono state incaricate due società di consulenza, ElleGi e Kpmg, che sono attualmente all’opera. “Gli uffici di Fpa, ci hanno detto, sono ben organizzati. Ci è stato però consigliato di rinforzare ogni settore con delle nuove professionalità. Pertanto, tenendo alta l'attenzione sui costi, procederemo a delle assunzioni per completare la rosa dei dipendenti, nei settori amministrativo, attuariale e informatico”. Tra le iniziative già in cantiere, il rinnovamento del sito web e il debutto di una App (disponibile da gennaio) che consentirà l’accesso alla propria situazione pensionistica.

QUANTI SONO GLI ISCRITTI A FONAGE

Il presidente di Fonage affronta poi un tema che continua a generare polemiche: il numero degli iscritti. Ebbene, Libutti rivela che “per la prima volta dal 2001 vi è un aumento delle richieste di iscrizione”. Questo, spiega, sarebbe in buona parte il risultato della recente modifica statutaria del fondo, che ha dato la possibilità di potersi iscrivere a Fonage senza dover versare le annualità pregresse. “Da settembre 2017, cioè da quando è effettiva la modifica, ci sono state più di 100 richieste di iscrizione. I nuovi iscritti sono tutti agenti in attività da diversi anni”. Ecco i numeri ufficiali sugli iscritti attivi e i pensionati: i primi risultano essere 12.665, i secondi 11.433. Il totale dei nuovi iscritti dal 31 dicembre 2016 alla prima decade di dicembre 2017 sono 417: di questi, 102 sono agenti che avevano sospeso la contribuzione prima e durante il commissariamento, riprendendola poi nel corso del 2017. Il totale usciti dal 31 dicembre 2016 alla prima decade di dicembre, è di 187 soggetti (sono esclusi gli agenti usciti per quiescenza e per cessata attività). “Il saldo tra chi entra e chi esce è in attivo: la campagna denigratoria di cui Fonage è stata vittima non ha prodotto la fuga dal fondo”, osserva Libutti, precisando che “chi come noi vende previdenza conosce la materia e sa perfettamente ciò che un istituto offre. La scelta alternativa a Fpa, adottata in particolare da due compagnie di assicurazione per i propri agenti, altro non è che un semplice Pip”.

IL DOLOROSO NODO DELLE DECURTAZIONI

Oltre al numero di adesioni, l’altro crogiuolo di roventi polemiche è il nodo dei tagli alle pensioni. Cosa ha da dire il presidente di Fpa a tutti quei pensionati che si sono visti decurtare l’assegno percepito financo del 50%? Libutti parte dalla sua esperienza familiare: “mio padre, pensionato Fonage, ha subito una decurtazione superiore al 40%. Sono andato a controllare quello che lui aveva versato negli anni e quello che era stato recuperato nel corso del commissariamento, e i due dati erano significativi. Chiederei alle persone che si lamentano di fare lo stesso, cioè verificare quanto era stato versato e quanto era percepito prima dei tagli”. Secondo Libutti, non è sostenibile un sistema che garantisce un rendimento doppio o anche triplo rispetto ai propri versamenti. “Se ho versato 10 e ricevo 40 è chiaro che un investimento non è sostenibile. Anche questi dati vanno tenuti in considerazione. È un tema che non può essere analizzato in una logica populista. Il taglio massimo, se è davvero stato del 50%, non riguarda tutti. Per altro, quando ero alla vice presidenza di Sna, avevo chiesto che le decurtazioni fossero distribuite in 10 anni. Se mi si chiede se sono d’accordo con questo tipo di tagli rispondo di no, perchè si sarebbero potuti fare in modo diverso. Ma devo essere schietto: ciò che è stato fatto obiettivamente non ha prodotto povertà ma un ridimensionamento tra ciò che si è versato e ciò che si è percepito. Bisogna trovare una perequazione tra gli interessi dei pensionati e gli interessi degli attivi. Dobbiamo ricordarci – evidenzia Libutti – che chi porta avanti il fondo sono gli attivi, e che il fondo deve restare uno strumento in grado di attrarre sempre più iscritti”. Ci sono però molti pensionati che hanno avuto grandi difficoltà. Per questo il cda di Fonage “ha chiesto alla Covip di poter rivedere i tagli”. La vigilanza ha spiegato che ciò sarebbe eventualmente possibile solo tra qualche anno e a fronte di bilanci positivi.

TUTTI COLPEVOLI, NESSUN COLPEVOLE

Resta una ultima grande domanda. Come è possibile che Fonage, che due anni prima della cura Martinetto era stato premiato come miglior fondo pensione d’Europa, sia finito sotto commissariamento? “Bisogna osservare – spiega Libutti – un doppio binario. Da un lato c’è l’erogazione delle pensioni, che era eccessivamente ampia rispetto a quanto si incassava e andava verso uno squilibrio prospettico. Dall’altro la gestione finanziaria delle risorse, ed è stato quest’ultimo aspetto a essere stato premiato all’epoca”. Ma allora di chi è la responsabilità della situazione che si è venuta a creare? “Le responsabilità devono essere ripartite tra chi ha governato il fondo per 40 anni, cioè al 50% tra gli agenti e l’Ania. Oltre a ciò - aggiunge Libutti - non si può affermare che chi ha gestito in precedenza il fondo abbia fatto un cattivo lavoro, perché altrimenti non avremmo un istituto che porta i risultati positivi che stiamo registrando. Il bilancio Fonage presenta un utile di 60 milioni di euro e chiuderà l'esercizio certamente superando di molto la soglia di rendimento minimo del 3,50% che è il tasso stabilito dalla Covip per l’equilibrio del bilancio tecnico del fondo. E questo risultato- conclude il presidente di Fpa - è il frutto del lavoro di 40 anni di attività finanziaria egregia”.

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