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Niente più alibi, ecco come gestire il tempo

Le linee guida per risparmiare oltre 100 ore di lavoro all’anno ed essere più efficaci evitando gli insuccessi lavorativi per mancanza di tempo

01/04/2015
Voi occidentali, avete l’ora ma non avete mai il tempo. Recitava un celebre adagio di Gandhi. Troppo spesso, infatti, l’alibi della mancanza di tempo viene menzionato tra le principali cause di un insuccesso lavorativo. Eppure, a ben guardare, “se non state gestendo il vostro tempo lavorativo (atteggiamento proattivo) significa che è il tempo che vi sta gestendo (atteggiamento reattivo)”. Si basa su questo incipit di fondo il volume Gestire meglio il tempo di Gianluca Gambirasio, fondatore di Olympos Group, che ha tracciato le linee guida su come risparmiare oltre 100 ore di lavoro all’anno ed essere più efficaci. In genere, infatti, nella gestione proattiva si tende a concentrare l’attenzione e lo sforzo su attività decise a monte e ritenute più importanti. Al contrario, invece, nell’amministrazione reattiva delle attività, si opera su quello che gli eventi o gli altri richiedono. Attività che, però, magari non sono le più importanti. Appare centrale, quindi, partire dalla distinzione tra la quantità, calcolata in termini di ore, e la qualità di lavoro, misurata in base ai risultati conseguiti e a livello di soddisfazione personale. Risulta così necessario superare il paradigma della gestione del tempo come giornata lavorativa da riempire. 

Occorre, invece, organizzare l’attività in azioni calibrate sui propri obiettivi. E a questo proposito non è consigliabile rimandare le attività non gradite, che però sono strategiche, credendo di ritagliarsi un spazio disponibile in seguito. Di conseguenza, se da un lato bisogna prevedere in anticipo le possibili difficoltà, dall’altro, è necessario mettere in conto eventuali imprevisti e redigere piani di emergenza alternativi. Quale modus operandi? Intanto decidere l’agenda delle priorità. Occorre decidere cosa non fare e avere coscienza che il tempo per fare tutto spesso non c’è. Dunque, se si sceglie una cosa bisogna rinunciare ad un’altra. Una soluzione comoda, ad esempio, potrebbe essere quella di programmare le attività più importanti e che richiedono una concentrazione massimale nelle ore di lavoro di maggiore efficienza psicofisica. Un utile stratagemma, in quest’ottica, può rivelarsi un elenco scritto con le priorità da tenere sempre a portata di mano. In sostanza, risulta cruciale avere consapevolezza del fatto che decidere cosa fare del tempo vuol dire decidere cosa fare della propria vita. Significa, in definitiva, non lasciare che siano gli altri, gli eventi o le abitudini a scegliere al posto nostro. 

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