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Assofondipensione chiede un confronto urgente con il governo

Nell'assemblea annuale, il presidente, Giovanni Maggi, ha parlato della crescita dei fondi negoziali e dei nuovi progetti in favore del welfare e dell'investimento nell'economia reale

11/12/2018
Un "confronto urgente" con il governo e le istituzioni, "per costruire un provvedimento organico e complessivo in tema di previdenza complementare, con visione chiara degli obiettivi e degli strumenti a disposizione, partendo dallo stato dell'arte attuale e dalle modifiche che stanno coinvolgendo il mondo del lavoro, il sistema di welfare, i mercati finanziari". È questa la richiesta che arriva dal presidente di Assofondipensione, Giovanni Maggi, in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione, che si è tenuta oggi, 11 dicembre, a Roma. 
Nella manovra per l'anno prossimo non sono previsti interventi strutturali a favore della previdenza integrativa, nonostante le richieste delle associazioni, di alcune parti sociali e della stessa autorità di vigilanza.

Con tre milioni di iscritti e superati i 50 miliardi di euro di patrimonio, i fondi pensione negoziali, dicono dall'assemblea,  sono pronti ad assumere un ruolo centrale nella diffusione e nel potenziamento della previdenza complementare in Italia, partecipando al riordino del sistema del welfare e guidando l'indirizzo del risparmio privato verso investimenti nell'economia reale e nelle infrastrutture del Paese.
Nell'idea di Maggi, i fondi negoziali devono ampliare le proprie prerogative: da un lato, quindi, il presidente ha prospettato "un’estensione più significativa delle funzioni dei fondi pensione", affiancando alla capitalizzazione individuale, la copertura di bisogni più ampi; per esempio con le polizze long term care che coprono dal rischio di non autosufficienza, oppure con strumenti di life-cycle, al fine di "presidiare e provvedere alla copertura di altri rischi quali, ad esempio, il caso morte, l'invalidità o la perdita dell'impiego". 

Dall'altro lato, i fondi negoziali, ha sostenuto Maggi, "sono ormai diventati investitori istituzionali maturi, capaci di essere utili a doppio senso di marcia per l'economia del Paese: da una parte, come collettori del risparmio previdenziale, dall'altra come finanziatori dell'economia nazionale, promotori di un circolo virtuoso teso alla crescita". 
A questo proposito, sta per partire il Progetto sugli investimenti, un'iniziativa consortile tra i fondi pensione interessati a realizzare investimenti nell'economia reale, attraverso un bando comune per la selezione di advisor e gestori finanziari specializzati in investimenti alternativi. "È già stato avviato un tavolo di lavoro – ha concluso – che sta valutando i dettagli di un progetto sulle diverse opzioni di investimento per i fondi pensione negoziali, sulla tipologia degli strumenti utilizzabili e le modalità possibili di intervento".

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