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Taranto, truffa ai danni di 12 compagnie assicurative

Sottratti 500mila euro. Tra i 78 indagati figurano anche avvocati, medici e impiegati di banca compiacenti

Taranto, truffa ai danni di 12 compagnie assicurative hp_stnd_img
Settantotto persone sono state indagate a Taranto in merito ad una truffa ai danni di 12 compagnie assicurative. I reati contestati sono anche quello di ricettazione, falso materiale e ideologico, e di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Le indagini hanno accertato che l'ideatore e il promotore delle truffe era un avvocato di origini tarantine. Era lui stesso che procurava le persone da far apparire coinvolte nei sinistri stradali, mai realmente accaduti ma denunciati. Inoltre provvedeva a formare e a rintracciare la documentazione (come ad esempio certificati medici e di Pronto Soccorso o relazioni mediche di parte) che successivamente, in qualità di legale di alcune delle persone coinvolte, presentava alle imprese assicuratrici al fine di ottenere il risarcimento del danno. 

Tra gli indagati figurano altri due avvocati del foro di Taranto, che assumevano la difesa di alcune persone coinvolte nei falsi sinistri, facendo quindi da controparte con l'avvocato organizzatore, e in alcune circostanze senza neanche conoscere i soggetti difesi. Oltre ad essi anche quattro medici che redigevano corpose certificazioni a favore dei soggetti apparentemente coinvolti nei sinistri, la maggior parte delle volte senza neanche conoscere e visitare gli asseriti pazienti. Tra gli indagati compaiono inoltre un perito assicurativo e quattro impiegati di banca: questi ultimi, in particolare, provvedevano al cambio di assegni non trasferibili. 

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Taranto, Lanfranco Marazia, hanno accertato il pagamento di indennizzi per 26 falsi incidenti pari cinquecentomila euro. L'indagine è scaturita da due querele presentate nel 2009 presso la stazione dei carabinieri di Santa Maria Nuova, presentate da alcuni automobilisti a cui le compagnie assicurative avevano effettuato richieste risarcitorie in relazione a sinistri stradali mai realmente accaduti.

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