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Assicurazioni a supporto dei fondi di investimento Contenuto sponsorizzato

La protezione dal rischio di errori o negligenza è fondamentale per l’esercizio di attività di investimento, soprattutto in una fase, come quella attuale, caratterizzata da un’elevata vulnerabilità dei mercati finanziari

Assicurazioni a supporto dei fondi di investimento hp_wide_img
La notevole varietà dei fondi d’investimento alternativi, detti anche Fia, unita alla necessità di regolamentarne l’attività di gestione, ha indotto il legislatore europeo a redigere delle regole valide e comuni per tutti gli Stati membri dell’Unione Europea in materia di autorizzazione, funzionamento e trasparenza dell’attività, con l’emanazione della cosiddetta direttiva Aifmd, ossia la direttiva Ue 2011/61/CE sui gestori di Fia.
Le misure attuative della direttiva, contenute nel regolamento delegato Ue n° 231/2013, sono state poi recepite in Italia con il regolamento di Banca d’Italia del 25 marzo 2015 e sono state implementate con diversi obiettivi, quali ad esempio: creare procedure operative specifiche e sistemi di gestione del rischio e della liquidità più severi rispetto al passato; incentivare il livello di trasparenza nei confronti degli investitori; e introdurre requisiti di capitale minimo e regole sulla remunerazione degli esponenti aziendali più stringenti rispetto al passato.

I risultati della disciplina europea
A distanza di circa un decennio, secondo la Commissione Europea e il mercato coinvolto da tale direttiva, si è assistito a un importante miglioramento sia in merito al monitoraggio del rischio, sia alla raccolta transfrontaliera di capitali per gli investimenti in attività alternative, grazie a una maggiore fiducia nei mercati finanziari. 
Tale risultato, oggi, conferisce a tali fondi di investimento un ruolo fondamentale nella ripresa economica dopo la pandemia. Già solo in Italia, secondo i dati elaborati dall’osservatorio Private Equity Monitor (Pem) e, quindi, analizzando solo i dati sui fondi di private equity, il 2021 è stato l’anno migliore in termini di numero di operazioni e di investimenti realizzati, supportando l’economia del Paese.

L’esternalizzazione del rischio
Alla luce di ciò, il rischio di commettere un errore, un’omissione o una negligenza durante lo svolgimento dell’attività professionale, considerata l’attuale vulnerabilità dei mercati finanziari, sta crescendo notevolmente sia per le società che gestiscono un fondo di investimento alternativo, sia per quelle che gestiscono un fondo comune di investimento. 
A questo punto, è possibile per tutte queste società esternalizzare tale rischio tutelandosi da eventuali perdite economiche a seguito di un proprio errore professionale? Trasferire questo rischio al mercato assicurativo è la risposta a tale quesito, in modo da garantirsi una copertura ad hoc e di supporto all’attività di gestione degli investimenti. 

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