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Cambiamenti climatici e rischi assicurativi Contenuto sponsorizzato

Per le compagnie la gestione dei rischi connessi al Climate Change rappresenta una sfida e al contempo un’opportunità di innovazione

Cambiamenti climatici e rischi assicurativi hp_wide_img
L’estremizzazione meteorologica e climatica, con eventi atmosferici sempre più frequenti e violenti, è sotto gli occhi di tutti: basti pensare ai recenti nubifragi e alle trombe d’aria che hanno colpito Milano e Catania, o alla grandine devastante caduta sulle province di Parma e Modena nel corso dell’estate. Non ne abbiamo solo una percezione, ma lo dicono i numeri: i dati evidenziano un significativo aumento dei danni medi causati da eventi naturali. L’Italia si trova poi ad affrontare questo scenario con l’handicap di essere un Paese ampiamente sotto assicurato con riferimento al rischio climatico: secondo stime dell’EEA (European Environment Agency) tra il 1980 e il 2019 le perdite economiche da eventi naturali assicurate non raggiungono i 3,5 M di Euro su un totale di oltre 72 M.
D’altra parte le assicurazioni possono svolgere un ruolo fondamentale al fianco di imprese e famiglie per la gestione degli impatti di questo tipo di eventi e per il miglioramento delle azioni di prevenzione e mitigazione delle conseguenze, attraverso un’innovazione dell’offerta.

Per rispondere a questa sfida, CRIF, che da anni è attiva sulle tematiche Environmental, Social e Governance (ESG), mette a disposizione delle compagnie score sofisticati per misurare accuratamente i nuovi rischi, con benefici sia sulla competitività dell’impresa che sulla qualità del servizio erogato agli assicurati.
L’approccio data driven di CRIF permette di migliorare la capacità sia di misurare la probabilità di un evento naturale che i suoi effetti, identificando da un lato in maniera granulare come e dove si possono manifestare fenomeni estremi, dall’altro analizzando il diverso impatto che uno stesso evento può generare in diversi contesti micro-territoriali. Su questi presupposti, prendendo a riferimento il business Auto, è possibile migliorare significativamente le tariffe delle compagnie per la copertura ‘Eventi Naturali’, oggi per lo più basate su parametri geografici piuttosto generici e su serie storiche divenute rapidamente obsolete. 

A partire da un semplice indirizzo, l’algoritmo sviluppato da CRIF prende in considerazione oltre 80 attributi relativi sia al rischio di eventi meteorologici in senso stretto, sia al rischio connesso al livello di protezione del veicolo. Relativamente al rischio meteorologico, il modello integra una pluralità di fonti sulle serie storiche dei fenomeni con informazioni destrutturate provenienti dalle rassegne stampa locali e nazionali, elaborate tramite avanzate tecniche di Machine Learning. Particolarmente importante per questi modelli predittivi è la capacità di individuare le soglie critiche di intensità in base a cui un determinato evento naturale può generare o meno danni per la tipologia di bene considerato. Per migliorare ulteriormente la stima delle conseguenze dannose, gli indicatori meteorologici vengono poi incrociati con altre caratteristiche della micro-area interessata, volte a misurare il probabile livello di protezione dell’auto. L’osservazione attenta di un territorio riesce a rivelare situazioni di rischio molto diverse nel raggio di pochi chilometri. 

Con lo score Climate Hazards di CRIF le compagnie possono così migliorare l’offerta e ottimizzare il pricing grazie a nuovi parametri geografici estremamente granulari. I test effettuati hanno dimostrato che lo score è in grado di intercettare nitidamente l’effettiva rischiosità in termini di frequenza ed entità dei danni, distinguendo in maniera precisa le situazioni di basso e alto rischio e fornendo significativa capacità predittiva addizionale rispetto agli strumenti attualmente utilizzati dalle compagnie.

Per maggiori informazioni: marketing@crif.com

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