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Fonage, i dubbi di Anapa

L’associazione esprime soddisfazione per l’aumento delle prestazioni pensionistiche, ma teme per la tenuta dei risultati

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Anapa Rete ImpresAgenzia si dice soddisfatta per l’annunciato aumento delle prestazioni pensionistiche del Fondo pensione agenti, ma lamenta una “scarsa rappresentatività negli organismi direttivi” e teme per la tenuta dei risultati nel prossimo futuro.
La lista di riferimento di Anapa, Insieme per il cambiamento, che aveva chiesto l’elezione di un rappresentante all’interno nel nuovo cda e del collegio sindacale nominati lo scorso 17 aprile, si è vista respingere l’istanza. Una circostanza ritenuta grave dai vertici dell’associazione, che invocano “il valore del pluralismo e non rinunciano a dire la loro sulla situazione del Fondo". Anapa ha manifestato soddisfazione per la comunicazione da parte del presidente del Fondo, di aver presentato alla Covip una formale richiesta di aumento delle prestazioni pensionistiche nella misura del 6-7% a fronte di un avanzo di 29 milioni di euro, ma sottolinea che "le perplessità restano parecchie. Prima fra tutte il fatto che, per Anapa, di tale incremento dovrebbero beneficiarne soltanto i pensionati falcidiati negli anni scorsi e non certo gli oltre 100 fortunati, che si sono iscritti a Fonage lo scorso anno, dopo la riforma statutaria, senza aver saldato gli arretrati”,  si legge in una nota dell’associazione.
Entrando poi nel merito dell’analisi del bilancio, Anapa ammette i “numeri positivi” dell'ultimo bilancio, ma chiede se ci siano “le condizioni affinché queste performances possano essere ripetute anche in futuro”. L’associazione sostiene che il bilancio riporta i valori dei titoli al prezzo di acquisto storico e non a quello del valore attuale. “L’utile è stato realizzato con movimentazione dei Btp, dato il salire e lo scendere dello spread”, osserva Anapa chiedendosi: “cosa succederebbe se lo spread si stabilizzasse?”. L’associazione, inoltre, chiede anche “più chiarezza riguardo al patrimonio immobiliare”, sottolineando che “il recupero sostanzioso dei canoni d’affitto rappresenta un’una tantum e che i costi di gestione dovrebbero essere sicuramente meno elevati di quelli prospettati”.


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